Nel dibattito sul futuro culturale di Como e sul rilancio del polo espositivo di Villa Olmo, irrompono i numeri poco confortanti delle mostra su Sant’Elia in corso alla Pinacoteca civica. «Dal 13 dicembre fino al 24 gli ingressi sono stati 74 – interviene Marco Butti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia – Dati francamente sconcertanti che dimostrano ancora una volta come sia necessario fare squadra, creare una rete per promuovere eventi culturali. E soprattutto senza campagne di comunicazione adeguate non si va da nessun parte. Ho chiesto invano di sapere i costi dell’evento».

La mostra in Pinacoteca fa da cornice alla kermesse “Antonio Sant’Elia (1888-1916). Il futuro della città” fino all’8 gennaio alla Triennale di Milano. «Purtroppo, come accaduto negli anni passati con le mostre di scarso richiamo organizzate dal Comune, anche in questo caso il lavoro di promozione è stato insufficiente. Facendo una battuta potrei consigliare all’assessore Cavadini di organizzare un servizio di navette per portare le persone, non tanto dall’autosilo Valmulini in città, quanto a vedere le mostre», aggiunge Butti.

Ma l’assessore alla Cultura del Comune di Como, Luigi Cavadini, ribatte. «Forse i risultati non sono entusiasmanti, ma bisogna anche considerare un altro aspetto: ovvero che nel periodo delle festività natalizie la gente preferisce dedicarsi ad altro. Da qui forse i numeri bassi», spiega l’assessore Cavadini. «Proprio per questo motivo, a differenza di Milano dove si chiude l’8 gennaio, a Como si è deciso di prolungare l’apertura fino al 26 febbraio. Questo dovrebbe consentire di visitarla a chi non è ancora riuscito ad andare».