Uccisa e gettata nei boschi di Rodero. L’imputato: “Volevo farla stare zitta”
Cronaca

Uccisa e gettata nei boschi di Rodero. L’imputato: “Volevo farla stare zitta”

Il bosco di Rodero dove fu ritrovata la vittima Il bosco di Rodero dove fu ritrovata la vittima

«Volevo farla stare zitta, non ucciderla». A Lugano, davanti alla Corte svizzera, ha sostenuto questa versione l’uomo di 43 anni accusato dell’omicidio della cognata. La donna è stata uccisa nella sua casa di Stabio nell’ottobre del 2016 e il suo corpo è stato poi abbandonato nei boschi di Rodero, nel Comasco, nella zona di confine, dove era stato poi ritrovato da una donna durante una passeggiata a cavallo.

La vittima viveva con la mamma ed era insegnante in una scuola. A Lugano è in corso il processo all’unico imputato. Alla base del delitto ci sarebbe un movente economico, una discussione legata alla proprietà della casa. Per l’accusa, l’uomo aveva raggiunto la cognata a casa e tra i due era nata una discussione.

Il 43enne avrebbe colpito la donna con una bottiglia, poi l’avrebbe strangolata con una sciarpa. Quindi, dopo aver pulito la stanza, avrebbe avvolto il corpo con alcuni sacchi della spazzatura, lo avrebbe caricato nella sua auto e lo avrebbe gettato a Rodero.

15 maggio 2018

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Mauro

Mauro Peverelli mpeverelli@corrierecomo.it


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