| Brienno, il sindaco Nava si sfoga. «Ho quasi perso ogni speranza». Paura per i tempi della ricostruzione |
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| Domenica 02 Ottobre 2011 | |||
A tre mesi dal disastro ambientale il paese resta spaccato in due«Nei panni di sindaco rappresento le istituzioni, ma ammetto che non è facile, davanti ai miei concittadini, continuare a difenderle. Guardo ogni giorno lo striscione del Comitato per Brienno e mi amareggia pensare che i volontari sono gli unici a lavorare davvero e ad aver prodotto risultati concreti. Inoltre, iniziano davvero a farmi paura i tempi della ricostruzione». È uno sfogo amaro quello di Patrizia Nava, primo cittadino di Brienno. Dal 7 luglio scorso, da quando cioè il paese è stato devastato da una frana, è in prima linea per ottenere i fondi necessari a far ripartire il suo paese. L’esito del consiglio provinciale di venerdì scorso - che ha rinviato di due mesi la decisione sull’eventuale stanziamento di risorse per la ricostruzione - è stato un duro colpo, peraltro inatteso, per il sindaco e per l’intera comunità. «Non so nemmeno trovare le parole per commentare la situazione, sono troppo amareggiata», dice inizialmente il sindaco. Che poi si sforza di aggiungere qualche considerazione. «Ho sempre creduto nelle istituzioni, le rappresento in veste di sindaco - dice - Però quando ci si trova in una situazione di questo tipo verrebbe spontaneo perdere ogni speranza. Sembra che le istituzioni a vario livello vogliano complicare una situazione già drammatica anziché risolverla. Prima non ci è stato riconosciuto lo stato di calamità, ora questa ulteriore impasse sui fondi che la Provincia sembrava ci dovesse stanziare subito. È davvero frustrante». Nella speranza di avere i contributi per la ricostruzione, già nelle settimane successive al 7 luglio i tecnici e gli esperti del Comune di Brienno hanno iniziato a lavorare per mettere a punto studi di fattibilità e progetti per la messa in sicurezza della montagna e per il ripristino di edifici e strutture distrutte dalla frana. Qualche esempio. La ricostruzione del ponte romanico sulla Regina crollato completamente costerebbe circa 150mila euro, Iva esclusa. Per quanto riguarda la pulizia della foce delle valli, tuttora ostruite dai detriti delle frane che si sono staccate nel luglio scorso, servono 15mila euro, cifra indispensabile per completare gli interventi fatti nelle ore immediatamente successive al disastro. Il capitolo più delicato è l’intervento di difesa e consolidamento delle valli, in pratica la messa in sicurezza della montagna che sovrasta Brienno e dalla quale si sono staccate le frane. L’elenco stilato dai tecnici comprende ben 14 canaletti che avrebbero bisogno di lavori più o meno importanti di sistemazione per eliminare il pericolo di ulteriori eventi franosi. La somma complessiva dei lavori necessari supera i 4,5 milioni di euro, cui si aggiungono 540mila euro per la realizzazione di una strada tagliafuoco. «I tempi iniziano a farmi davvero paura - ammette Patrizia Nava - Abbiamo messo a punto preventivi dettagliati e studi di fattibilità. I nostri tecnici hanno lavorato con grande professionalità ma ora non abbiamo certezze sulla tempistica degli interventi. Intanto, purtroppo, il paese resta spaccato in due, senza contare che le opere di messa in sicurezza non possono essere rimandate oltre. Dobbiamo cominciare». In meno di tre mesi, il comitato per la ricostruzione nato grazie all’iniziativa spontanea di moltissimi cittadini ha già raccolto circa 70mila euro, interamente destinati ai privati che hanno subìto i danni più gravi il 7 luglio scorso. Nella piazza centrale del paese, proprio accanto alla casa completamente distrutta dalla frana, uno striscione ricorda le coordinate per contribuire alla raccolta fondi e ringrazia chiunque abbia donato anche pochi euro. «Tornando al concetto delle istituzioni - ammette Patrizia Nava - non posso negare quanto sia imbarazzante e fastidioso dover constatare quotidianamente come tutto quello che siamo riusciti a fare lo abbiamo fatto grazie al volontariato e alla solidarietà. Continuo a credere nelle istituzioni, ma ora è il momento che facciano davvero la loro parte». La questione dell’eventuale stanziamento di fondi a Brienno sarà discussa nuovamente dalla giunta di Villa Saporiti martedì prossimo. L’iter, però, potrà essere prorogato fino al 30 novembre prossimo. Per il paese, altri 60 giorni senza risposte certe. Anna Campaniello
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A tre mesi dal disastro ambientale il paese resta spaccato in due
