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| «La vittoria di tutte le donne» |
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| Martedì 06 Marzo 2012 | |||
![]() Se uno non sapesse nel dettaglio l’esito delle primarie del Pdl, non riuscirebbe mai a intuirlo osservando la vincitrice Laura Bordoli. L’ understatement della prossima candidata sindaco del partito, infatti, appariva sostanzialmente inscalfibile anche ieri pomeriggio, durante la conferenza stampa ufficiale per presentarne il successo (1.943 voti contro i 1.483 dello sfidante Sergio Gaddi). Nessun segno particolare di esultanza, nessuna emozione fuori controllo, nemmeno un cenno rabbia per gli ignoti che, domenica sera, le hanno rigato la macchina e per cui ha sporto denuncia ieri in Questura. L’elemento centrale del post-primarie di Laura Bordoli è stato, piuttosto, un altro: la dedica ripetuta alle donne. Fatta, peraltro, dal primo aspirante sindaco “in rosa”. «Voglio ringraziare davvero tutte le donne che hanno sostenuto la mia candidatura - ha affermato la prossima concorrente per la poltrona più altra di Palazzo Cernezzi - Sono state tante, e credo che la mia vittoria alle primarie possa essere una chance per tutte coloro che hanno creduto in me». Il pensiero “di genere”, per così dire, ha poi scavato un po’ più in profondità. «Probabilmente, in molte hanno pensato che questo fosse il momento giusto per vedere una donna tentare la strada della politica e provare a diventare sindaco - ha sottolineato la presidente nazionale dei revisori contabili - E credo che l’appoggio nei mei confronti possa essere arrivato sia dalle donne in prima linea nel mondo della professioni, sia dalle donne che vivono in famiglia, dalle casalinghe che hanno trovato comunque una figura in cui riconoscersi». Le riflessioni del giorno dopo, comunque, hanno spaziato anche su altri temi. E sono tornate, per esempio, anche al nodo che tanto ha infiammato la vigilia del voto: il ruolo e il peso del cosiddetto apparato (inteso come correnti ex An e ciellina) nella sua affermazione finale. «Su oltre 3.400 votanti, ben 2.800 non erano tesserati del Pdl. Ora - ha osservato la Bordoli - sicuramente anche tra questi ci saranno stati amici e parenti di militanti e dirigenti del Pdl, ma credo che nella gran parte degli altri abbia semplicemente prevalso la voglia di un volto nuovo, di un’alternativa. Ho notato, in questi giorni, la voglia della gente di riavvicinarsi alla politica e di partecipare. In questo senso, il fatto che io sia una donna è probabilmente stato colto da molti come un’ulteriore fattore di novità». In questo senso, ecco inserirsi uno degli obiettivi della neocandidata a sindaco di Como. «Ora inizia la vera campagna elettorale e sono cosciente che non sarà una passeggiata - ha affermato - Di sicuro, inseme con il partito, abbiamo individuato un percorso condiviso che ha come obiettivo allargare la presenza e la partecipazione della società civile anche nella futura lista per le elezioni. D’altronde, la voglia di partecipazione che hanno testimoniato queste elezioni primarie può sicuramente avvicinare al partito nuove persone». Un tasto su cui ha insistito l’aspirante primo cittadino è stato quello della scossa: «Le primarie hanno risvegliato molti cittadini che avevano perso entusiasmo per la politica. Ora io e i vertici del Pdl stiamo ragionando sulla presentazione di una lista di appoggio alla mia candidatura». Tornando per un attimo al capitolo “lista”, mentre il coordinatore provinciale, Alessio Butti, ha affermato di «avere già in mente alcuni nomi nuovi da inserire», Laura Bordoli ha assunto un posizione decisamente più prudente. «È troppo presto per poter dire chi ci sarà e chi non ci sarà - è stata l’osservazione della candidata - ma nella loro formazione sicuramente farò sentire la mia voce». Impossibile evitare un accenno alla corrente del Pdl che, per molti giorni della campagna elettorale, ha insistito sulla potenziale inadeguatezza della Bordoli al ruolo di candidato sindaco, a causa della dichiarata inesperienza politica. Ma, dalla diretta interessata, nessuna polemica. «La mia logica è sempre stata lavorare in squadra - ha replicato - Ho vissuto in modo molto meno intenso di altri (il riferimento è alla corrente che fa capo ai consiglieri regionali Gianluca Rinaldin e Giorgio Pozzi, ndr) la competizione delle primarie e rimango serena e tranquilla». Sul programma, per ora, nessuna indicazione precisa. «Sono passate poche ore dalle elezioni - ha detto la Bordoli - Da adesso in poi avremo tutto il tempo di pensare al programma con il partito. Le mie idee guida? Ascoltare la città, e renderla più pulita e sicura». In ultimo, un pensiero per lo sfidante battuto, Sergio Gaddi: «Porterò avanti anche con lui le mie idee. Se poi a lui, come dice, si apriranno altre prospettive, allora non posso che augurargli ogni bene». Emanuele Caso
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