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| Hanno fatto tredici |
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| Mercoledì 07 Marzo 2012 | |||
![]() L’imperativo, in una campagna elettorale che vedrà schierati almeno 13 contendenti alla poltrona di sindaco, sarà distinguersi. A questo pensano i candidati in questa fase di avvio dei motori che conta liste ormai pronte e con il programma definito, aspiranti primi cittadini al lavoro per definire gli obiettivi e la squadra e movimenti ancora in dubbio sulla scelta di chi schierare. «Stiamo lavorando ormai da tempo e alla fine della prossima settimana presenteremo il programma alla città – dice Mario Lucini, candidato sindaco per il Pd - La nostra campagna sarà basata essenzialmente sull’incontro con le persone. Il numero record di candidati indica la difficoltà che ha subito la città in questi anni ma anche la voglia di dare un contributo verso una svolta. Noi ci siamo mossi in senso opposto, creando una coalizione con un candidato. Como ha bisogno di coesione e di ricostruire legami». Quarantotto ore dopo l’investitura ufficiale, la candidata del Pdl Laura Bordoli è pronta a dare il via alla campagna. «La presenza di un numero di liste così elevato è la dimostrazione di una vivacità della città – dice – Credo tuttavia che per governare non sia sufficiente l’entusiasmo ma serva anche la conoscenza della macchina amministrativa. Non conosco tutti gli altri candidati ma ritengo siano importanti la presenza nelle periferie, l’ascolto dei cittadini, l’attenzione alle istanze dei giovani, delle famiglie, delle categorie e delle associazioni». La Lega Nord correrà da sola. «Abbiamo riacquistato la reale fisionomia della Lega – dice il candidato sindaco, Alberto Mascetti – La nostra sarà l’unica vera lista civica di Como. Con la nostra forza ed esperienza possiamo ridare Como ai comaschi. Il nostro obiettivo è prima di tutto sistemare la città, sia in concreto sia come apparato amministrativo. Il numero dei candidati ci interessa poco, il nostro riferimento sono i cittadini di Como e con questi ci confronteremo». Ex esponente del Carroccio, Emanuele Lionetti sarà il capofila della lista civica “Impegno per Como”. «Una campagna elettorale con così tanti candidati denota l’amarezza di tante persone che non hanno visto i politici attivarsi per gli interessi di Como – dice – La città ha potenzialità enormi e non possiamo accettare che sia trattata in modo così deludente. Come lista civica, lavoriamo solo in funzione dell’interesse per il bene comune». «Siamo una novità assoluta perché il nostro programma prevede la partecipazione di cittadini che non abbiano alcun legame con i partiti politici tradizionali – dice poi Francesco Peronese, capofila di “Una città per tutti” – Siamo aperti alla collaborazione con chiunque voglia condividere il nostro progetto. Stiamo lavorando da 10 mesi e venerdì prossimo alle 21, in Biblioteca, presenteremo programma, lista e possibile giunta». Pietro Vierchowod, candidato sindaco per “Il Faro per Como”, punta sulla novità. «Volontariato, solidarietà, associazioni sportive e no profit sono il nostro punto di forza – sottolinea il calciatore – Mi auguro che i cittadini guardino bene tutti i candidati e scelgano qualcosa di davvero nuovo e diverso, non la vecchia politica». Donato Supino, candidato della “Sinistra per Como”, da consigliere uscente dice: «Mi aspetto un riconoscimento dei 5 anni di battaglie fatte a Palazzo Cernezzi. Le liste civiche sono una sconfitta per i partiti tradizionali, noi vogliamo dare una svolta alla città dopo anni di amministrazione disastrosa». «Vogliamo liberare Como da Cl e dagli apparati romani – attacca il capofila di “Adesso Como” Alessandro Rapinese – Il nostro sarà un programma di assoluta trasparenza, quella che in questi anni è mancata. Presenterò interventi chiari, mirati e da realizzarsi nei primi 6 mesi di mandato. Il numero elevato di candidati non è un problema, è un elemento democratico». Si saprà solo sabato se il candidato sindaco della lista “Per Como” sarà Roberta Marzorati o Mario Molteni. «Il punto fondamentale del programma sarà “Como Patrimonio dell’Unesco” – dicono - Dialogheremo con la gente, ci rivolgeremo direttamente alle persone, l’elemento che manca nei partiti tradizionali. La grande partecipazione è positiva, la gente sceglierà le persone che hanno dato loro più garanzie e più fiducia». Forza Nuova schiera Salvatore Ferrara. «Faremo una campagna elettorale fra la gente – dice - Ci interessa il sociale, essere vicini alle famiglie. Invito i comaschi a fare un “colpo di Stato”, a votare chi non ha mai partecipato al consiglio comunale». Sarà quasi certamente Mario Pastore il candidato di Futuro e Libertà. «Puntiamo a creare un grande centro ed entro il 20 marzo presenteremo liste e programmi – dice – Faremo una campagna sobria, con un programma concreto e non un libro dei sogni». «Non posso ancora sciogliere la riserva sul nome del candidato ma sarà sicuramente un giovane, un volto nuovo – dice David D’Ambrosio, segretario provinciale dell’Udc – La campagna elettorale sarà ingarbugliata e difficile per il numero di liste, per quanto ci riguarda puntiamo all’incontro con le persone. Con grande coraggio siamo pronti a correre da soli, ma non escludiamo a priori eventuali alleanze». E sarà probabilmente Luca Ceruti, il candidato del Movimento 5 Stelle. In attesa del riconoscimento ufficiale di Beppe Grillo, l’aspirante sindaco non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Al gruppone dei 13 candidati potrebbero infine aggiungersi anche gli esponenti di Autonomia Comasca e del Partito Socialista, che devono ancora decidere se scendere in campo. Anna Campaniello
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