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| Legnani in giunta, ma Lucini gli chiede di fare il capogruppo |
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| Martedì 22 Maggio 2012 | |||
Tre componenti sono già stati “nominati”Magatti e Silvia Magni gli altri nomi certi. Gli assessori saranno soltanto 8 e non 9 Mario Lucini è già al lavoro per completare la sua giunta. Tre assessori sono stati indicati in campagna elettorale: si tratta di Lorenzo Spallino, capolista di Como Civica, che avrà l’Urbanistica e il delicatissimo incarico di portare a termine il nuovo Piano di Governo del Territorio; Gisella Introzzi, capolista di Amo la mia città e candidata alle primarie, chiamata a gestire la delega alle attività produttive e la partita dei finanziamenti europei; Giulia Pusterla, commercialista molto nota in città, alla quale sarà affidato il bilancio, altro argomento spinoso visto l’attuale stato pre-comatoso delle finanze degli enti locali. Dopo l’ultima riforma sul contenimento dei costi della politica, riguardante il numero degli assessori nelle città capoluogo di dimensioni pari a quelle di Como, la giunta è stata ridotta a 9 assessori. Ieri sera, in diretta su Etv, Mario Lucini ha annunciato di voler nominare un esecutivo con non più di 8 assessori. Restano quindi da assegnare “soltanto” 5 caselle, oltre alla presidenza del consiglio comunale (alla quale dovrebbe essere chiamato l’avvocato Marcello Iantorno, uno degli sconfitti delle primarie del centrosinistra premiato però in termini di preferenze dagli elettori del Partito Democratico). In realtà, dei 5 assessori ancora da nominare due sembrano scontati. Si tratta di Silvia Magni e di Stefano Legnani, entrambi eletti in consiglio comunale nella lista del Pd (la prima, peraltro, con una valanga di preferenze) e di Bruno Magatti, capolista di Paco-Sel e anch’egli proveniente dalle primarie del centrosinistra. Sia Magni sia Legnani sono stati indicati al sindaco in via ufficiosa dal Partito Democratico, che ha consultato nei giorni scorsi i neoeletti consiglieri e i componenti della segreteria cittadina. Mario Lucini aveva in realtà chiesto a Stefano Legnani di assumere l’incarico di capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, ma il diretto interessato - in questo sostenuto da tutto il gruppo dirigente del Pd - ha chiesto di poter lavorare in giunta. A questo punto, al sindaco (qualcuno tra i bene informati dice con non poco rammarico) non è rimasto altro che prendere atto della volontà di uno dei partiti che lo ha sostenuto alle elezioni. Nei prossimi giorni, probabilmente entro la fine della settimana, la giunta sarà comunque al completo. Non è da escludere che uno dei due assessori ancora da scegliere possa essere una donna, in modo che in giunta vi sia il 50% di rappresentanza femminile.
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Tre componenti sono già stati “nominati”
