| Acque “proibite” nel primo bacino. Salute a rischio per chi si tuffa |
|
|
| Domenica 19 Agosto 2012 | |||
In molti non rispettano il divieto di balneazione in cittàTuffi proibiti nel Lago di Como. Complice la canicola insopportabile e la mancanza pressoché totale di cartelli di divieto, in tanti non hanno saputo resistere. E così, in questi giorni afosi, molti ragazzi, forse sull’onda emotiva degli spettacolari tuffi olimpionici di Londra, hanno compiuto le loro acrobazie da trampolini improvvisati. Ignari della pericolosità e dell’inquinamento del lago. Via i vestiti, una breve rincorsa e giù nel lago. Nel primo bacino; a ridosso della funicolare ; a Villa Geno; dagli attracchi dei battelli. Ovunque vi fosse un fondale sufficientemente profondo, sono comparsi tuffatori improvvisati. In questi giorni di gran caldo, l’assenza ormai prolungata di piogge ha fatto poi abbassare in maniera impressionate il livello del lago, scoprendo anche molte spiagge. Qui i tanti turisti si sono sdraiati a prendere il sole e i più temerari hanno fatto un bagno per rinfrescarsi, non sapendo però di andare incontro a rischi per la salute. «Nelle acque del lago, soprattutto in quelle del primo bacino, è presente un’agente responsabile di dermatiti anche importanti - dice Amelia Locatelli, dermatologa del Sant’Anna - È la Tricobazia ocellata che si manifesta con la comparsa di fastidiose irritazioni cutanee. Produce arrossamenti e prurito. Passano rapidamente, però, essendo reazioni allergiche, a ogni nuovo bagno si possono ripresentare e peggiorare». Ma non si rischiano soltanto dermatiti. Molto spesso, anche in passato, le condizioni di inquinamento del lago si sono manifestate con la comparsa di alghe verdastre e filamentose. «L’acqua verde e schiumosa viene generata dai cianobatteri - aggiunge Amelia Locatelli - E venendo a contatto con la pelle si possono avere reazioni urticariodi serie e conseguenze sull’apparato gastroenterico: vomito, nausea e, nei casi più gravi, sofferenze epatiche». L’aspetto più pericoloso si ha in caso di ingestione perché ciò può portare a vere e proprie intossicazioni. Le semplici dermatiti, dunque, passano ma queste sono più serie. Nonostante ciò, ormai da giorni i turisti e i passanti assistono, incuriositi, allo spettacolo di questi tuffatori improvvisati. Anche ieri pomeriggio, lungo viale Geno, in molti erano a mollo. Intere famiglie, con bambini piccoli al seguito, sguazzavano a due passi dal battello spazzino e in mezzo alle altre imbarcazioni ormeggiate e con i battelli della Navigazione a pochi metri di distanza in regolare servizio. Tutto ciò senza considerare i rischi per la salute che, come detto, sono molteplici. «Soprattutto per i più piccoli, che non sapendo nuotare magari si immergono nelle acque basse dove è più facile che si trovino inquinanti e batteri», aggiunge la dermatologa del Sant’Anna la quale conclude con alcuni suggerimenti. «Innanzitutto, non immergersi dove non c’è la balneabilità. In ogni caso, ci si dovrebbe immediatamente asciugare dopo essere usciti per eliminare eventuali batteri. Nei casi più acuti si può, infine, ricorrere a delle pomate a base di cortisone». Fabrizio Barabesi
|



In molti non rispettano il divieto di balneazione in città
