La proverbiale diffidenza degli anni passati è ormai solo un ricordo. Oggi, acquistare online è diventata, oltre che una moda, una reale comodità. Anche se resistono ancora dei timori collegati all’utilizzo della carta di credito. Paure che non impediscono però alla provincia di Como di essere saldamente nella top ten dei territori italiani “rapiti” dall’e-commerce.
Sul Lario infatti ben 48,6 ordini per cento abitanti vengono disposti via web. Un vero boom che piazza la provincia comasca al quinto posto su scala nazionale. Ad occupare il podio, al terzo posto si posiziona Verbano-Cusio-Ossola (49,7 ordini ogni cento abitanti), al secondo Milano (55,6) e in cima alla graduatoria la provincia di Sondrio con ben 63,6 ordini. L’analisi, pubblicata dal Sole 24 Ore, è stata realizzata dalla società Alkemy si basa su un campione di 50mila ordini annui in negozi on line gestiti da società che operano in vari settori: dall’abbigliamento, all’arredamento fino ai prodotti per l’infanzia solo per citare alcuni esempi. In classifica si piazzano poi Varese al 14esimo posto, Monza e Brianza al 16esimo e via via fino all’ultima provincia lombarda che è Mantova al 56esimo posto con 32 ordini. «A parte l’eccezione milanese, i primi posti della classifica sono tutti occupati da territori che non fanno capo a grandi città mentre si poteva forse immaginare il contrario. Sicuramente in ambiti territoriali quali la provincia di Sondrio la carenza di alcuni servizi può aver contribuito al ricorso massiccio al web. Per Como può valere in parte lo stesso ragionamento – spiega Lelio Demichelis, docente di sociologia economica del Dipartimento di Economia dell’università dell’Insubria – Sarebbe però necessario capire anche quali sono gli oggetti più cliccati. Anche perché due territori simili e confinanti come quello comasco e quello varesino sono distanziati di ben 9 posizioni». Anche on line, e non poteva essere altrimenti, si sente la crisi e così gli acquisti si concentrano in prevalenza nei primi giorni del mese (39% nei primi 10 giorni), per poi assottigliarsi nella quarta settimana con un calo al 29%. E la voglia di fare shopping scompare quasi del tutto il sabato per concentrasi a inizio settimana (da lunedì a mercoledì il 48% degli acquisti). «Significativo notare come si ripresentino modelli molto concreti quale la crisi della quarta settimana», chiude Demichelis. Infine gli italiani non sembrano ancora fidarsi al 100% dei pagamenti con carte di credito: il 17% del campione dice infatti di preferire il pagamento in contrassegno.