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© POZZONI CARLO | . .

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I suoi paesaggi apprezzati

da Testori

 

Alberto Colombo  è nato a Milano da famiglia brianzola. Ha frequentato la facoltà di Architettura e l’Accademia di Brera. Dipinge ed espone dalla metà degli anni ’70. È del 1978 la prima personale alla galleria “La Cripta” di Milano. Le sue opere dedicate al paesaggio sono state apprezzate dallo scrittore e critico d’arte lombardo  Giovanni Testori. Dopo un lungo periodo dedicato alla produzione di vetrate artistiche, sculture e oggetti in vetro, è tornato a dipingere nel suo nuovo studio a Torno. Ha accompagnato la recente personale Lagodalago  allo spazio “Carlo Pozzoni Fotoeditore” di Como un prezioso libro della collana “Le Anse” in sole  250 copie numerate, con testi di Davide Van De Sfroos  e Vito Trombetta.

 

 

L’essenziale è visibile

grazie alla poesia

 

 

Poche pennellate definiscono un mondo di atmosfere e sensazioni, evocano  una storia. Sono le    “tele di lago” di Alberto Colombo, ormai deinifivamente  laghée per vocazione e per storia. Il territorio abitato armonicamente (finché la mano rapace dell’uomo lo permetterà) dal dialogo tra montagne e distesa d’acqua,  col passare del tempo, è diventato la sua casa d’elezione, la sua realtà principale, il suo spazio vitale. Così la cifra per capire il suo mondo artistico è sempre il lago con le sue romantiche e magiche atmosfere, perennemente cangianti, a volte minacciose, a volte più improntate alla serenità.

Una mostra comasca curata da  Ilona Biondi ha recentemente permesso di fare il punto sulla produzione pittorica del maestro di origine milanese, che racconta i suggestivi scenari del Lario. Un lago letteralmente “visto dal lago” cioè senza filtri retorici e mediazioni culturali, puro sguardo poetico, che generazione dopo generazione chiede ad abitanti e visitatori di essere attraversato, sondato, interrogato. E lo fa con la perentorietà silenziosa delle sue anse, per dirla manzonianamente dei suoi «seni e golfi».

Il dipinto Comballo, così come le altre nove opere selezionate da Colombo per la nostra galleria permanente  “Lario ad Arte”, ben documenta la ricerca di essenzialità espressiva propria del maestro di Torno.

I comballi erano imbarcazioni lariane di grandi dimensioni utilizzate per il trasporto di persone e di materiale soprattutto edilizio (sassi di Moltrasio, calce, sabbia e legna per le fornaci), oggi   scomparsi. Un celebre dipinto del 1929 circa di Baldassarre Longoni, l’artista nato a Dizzasco nel 1876 e  morto a  Camerlata nel 1956, documenta con precisione questo tipo di natante:  due comballi carichi navigano a vela gonfia per la breva, verso il centrolago. Sullo sfondo, una veduta. A Colombo basta invece evocare con poche precise aree di colore la maestosità della vela mossa da quello stesso vento.