La pazza primavera di quest’anno, la più asciutta da 217 anni a questa parte che fa seguito peraltro a un inverno particolarmente asciutto con un deficit idrico del 48%, ha messo in crisi la produzione di mele in Valtellina, praticamente dimezzata. Ma l’allarme è più generale e preoccupante se lo si inquadra storicamente. La parola chiave è “siccità”, e le statistiche indicano un calo delle precipitazioni del 35% a Lecco e del 29% a Como, in 4 anni.

«A rischio produzione di frutta, ortaggi e formaggi», è l’allarme lanciato dalla Coldiretti per fotografare le conseguenze del riscaldamento globale in sede locale. È quanto emerge da un’analisi su dati Ucea, che stima come negli ultimi 48 mesi nelle province di Como e Lecco il livello medio di precipitazioni sia calato drasticamente. «Dati che non possono far altro che destare preoccupazione, questi – ha spiegato ieri in una nota ufficiale il presidente della Coldiretti di Como e Lecco Fortunato Trezzi – Negli ultimi anni si registra un vero e proprio problema siccità che ha colpito anche i nostri territori, notoriamente tra i più piovosi d’Italia. I danni recati all’agricoltura da questa mancanza di acqua si sono fatti sentire già negli anni passati, e se la situazione non dovesse migliorare potrebbe replicarsi anche quest’estate, mettendo così a rischio la produzione di ortaggi e di frutta, ma anche quella di  fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione di latte per i grandi formaggi tipici del territorio come il Taleggio». La situazione peggiore si registra nella provincia di Lecco, spiega la Coldiretti lariana, dove si è passati dai 1066,6 millimetri di pioggia del 2013, ai 692,8 del 2016. Nel Comasco, invece, l’anno scorso sono caduti in totale 707,9 millimetri, contro i 996,3 di quattro anni prima. Nel 2015, invece, si è registrato l’anno peggiore dell’ultimo quadriennio con solo 633,2 millimetri di pioggia caduta a Como, e i 622,3 millimetri a La Coldiretti auspica interventi strutturali per incentivare il risparmio di acqua Lecco.