La presentazione di Luciano Spalletti la scorsa estate alla Pinetina

«L’Inter nel medio-lungo termine potrebbe lasciare Appiano Gentile. Una ipotesi in corso di valutazione». Lo ha detto Alessandro Antonello, il nuovo amministratore delegato del club nerazzurro all’inaugurazione dell’Inter Media House.
Certo, una scelta aziendale per una società che guarda al futuro e che sta delineando, con la proprietà cinese, nuove strategie (si parla di una nuova struttura a Milano-Baggio). Ma è allo stesso tempo una decisione che andrebbe a chiudere una pagina di storia del club milanese e del territorio comasco.
Da sempre, il centro sportivo di Appiano è un simbolo per i tifosi nerazzurri e un riferimento per il territorio lariano. La struttura, del resto, fu inaugurata nell’agosto del 1964, proprio nel periodo della Grande Inter di Helenio Herrera. Da sempre

Appiano Gentile è stato il termometro della passione dei tifosi: affollato di gente nei momenti migliori del club (per esempio, senza andare troppo lontani, nel periodo di Josè Mourinho e del “triplete”), deserto, giornalisti a parte, nel giorno della conferenza stampa di mister Luciano Spalletti, all’inizio dell’attuale stagione.
Già qualcuno aveva storto il naso quando nello scorso mese di dicembre la denominazione era cambiata, da Centro sportivo Angelo Moratti a Suning Training Center.
Ancora prima a molti era dispiaciuto il congedo dei custodi che stavano all’ingresso, appassionati e disponibili – nei limite del possibile – ad aiutare i tifosi, con i più moderni “bodyguard”.
Segno dei tempi, era stato detto, sempre più lontani dall’idea romantica di un calcio del tempo che fu.
«Non ho avuto modo di approfondire la questione – spiega Giovanni Gaetano Pagani, sindaco di Appiano – La mia sensazione? Mi dispiacerebbe. Anche perché, in questi casi, rimane il dubbio che il territorio non abbia saputo soddisfare le aspettative».

«L’Inter, con il suo centro, da sempre, è importante per la comunità di Appiano Gentile – aggiunge il primo cittadino – è una realtà consolidata, e io stesso ricordo da bambino l’arrivo del patron Angelo Moratti».
Il sindaco spera che l’ipotesi dei dirigenti rimanga tale. «Mi auguro che questo trasferimento sia soltanto una strategia abbozzata, ma che poi non avvenga per davvero. Logico, se poi la proprietà trasferirà per davvero la squadra a Milano dovremo poi confrontarci su quello che sarà il destino dell’area».
Per un grande ex come Evaristo Beccalossi c’è un mix di sensazioni. «Di primo impatto – spiega – mi verrebbe da dire che grandi società come l’Inter è giusto che guardino alla programmazione futura e a progetti importanti. Ma allo stesso tempo sarei felice se si trovasse il modo di tutelare quelle che sono state importanti pagine di storia scritte proprio ad Appiano Gentile».

Il giornalista Furio Fedele sottolinea: «Da comasco mi rendo conto che per il nostro territorio quella di Appiano Gentile è una tradizione. Ma allo stesso tempo, a ben guardare, è anacronistico che ogni giorno giocatori e staff si debbano spostare da Milano con un viaggio decisamente scomodo».
«I tempi sono cambiati e i giocatori vivono in città, a Milano – aggiunge – in residence ben vigilati, che garantiscono riservatezza e sicurezza. In pochi, come in passato, scelgono di abitare a Como».
Fedele infine sottolinea: «Tutti i grandi club europei come Real Madrid, Barcellona e Bayern hanno fatto scelte di questo tipo, con la loro base in centro città. La Juventus sta portando a termine una struttura vicino al suo stadio, che addirittura consentirà ai giocatori di raggiungere il campo con un tunnel sotterraneo».
Massimo Moscardi