Argegno, ultimatum del sindaco all’Anas
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Argegno, ultimatum del sindaco all’Anas

Strettoria di Argegno, ultimatum del sindaco Roberto De Angelis all’Anas, ma la burocrazia non aiuta.
I lavori sulla statale Regina, dopo lo smottamento dello scorso 10 settembre, sarebbero dovuti iniziare tra dicembre e gennaio, ma nulla è ancora stato fatto e non si hanno neppure notizie certe in merito.

Le conclusioni dello studio geotecnico e geologico hanno confermato che anche la porzione di muro rimasta in piedi dopo il crollo sarebbe a rischio in caso di forti precipitazioni. Piogge che non sono peraltro mancate negli ultimi giorni.
Per questo il primo cittadino del comune del Centrolago chiede l’intervento immediato. La speranza è che i lavori inizino a febbraio, ma nulla è ancora previsto.
«Ancora oggi non sappiamo a che punto sia Anas sui lavori – ha spiegato ieri il sindaco alle telecamere di Etv – dall’ultimo tavolo convocato in Prefettura e dall’emissione dell’ordinanza per la ricostruzione del muro i lavori dovevano essere effettuati tra dicembre e gennaio».
Ad oggi però non solo il cantiere non è iniziato, ma non è neppure stato pubblicato il bando per i lavori. Passaggi burocratici che faranno slittare ancora i tempi.
«Noi non sappiamo a che punto sia il progetto – prosegue il sindaco De Angelis – se il bando è pronto e quando appalteranno i lavori. A livello informale mi è stato detto che la gara è di prossima pubblicazione, ma io chiedo certezze. Ho inviato due lettere formali, due giorni fa ho incontrato nuovamente anche il prefetto, che si sta adoperando anche lui per una soluzione».
De Angelis teme che il continuo slittare del cantiere finisca con fare coincidere i lavori con la Pasqua e l’avvio della stagione turistica.
«In primavera il traffico sulla Regina è davvero importante – dice il primo cittadino di Argegno – sarebbe un danno per il territorio».
Senza dimenticare i problemi di sicurezza per chi percorre la strada.
«Le perizie parlano chiaro, anche l’altra porzione di muro è a rischio, pur non immediato. È una questione di sicurezza», conclude.

12 gennaio 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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