Cantù è ancora senza una giunta. Il sindaco, Edgardo Arosio, non ha firmato alcun decreto di nomina degli assessori. È quindi molto probabile che domani sera, nella seduta inaugurale del nuovo consiglio comunale, il primo cittadino si presenti all’assemblea da solo, per quanto l’ordine del giorno della prima riunione – stabilito per legge – preveda espressamente la comunicazione al consiglio della composizione della giunta.
Il fatto è che a Cantù la normalità amministrativa, in questo scorcio d’inizio estate, è saltata per aria. Il sindaco, com’è noto, è di fatto incompatibile a causa di un contratto di pubblico servizio siglato dal Comune con un’impresa che ha, tra i suoi soci, il fratello del primo cittadino. Con un comunicato stampa diffuso dallo studio legale che cura gli interessi di questa impresa – il Consorzio pompe funebri Zanfrini – è stata ribadita, soltanto pochi giorni fa, la volontà di non rinunciare al contratto.
Cosa che impedisce ogni possibile soluzione. Perché un dato è chiaro: non è il sindaco Arosio ad avere nelle sue mani le carte buone. Arosio può soltanto osservare le decisioni altrui. In questo caso, le scelte del fratello e della cognata. Gli unici che potrebbero eliminare la causa di incompatibilità rinunciando al contratto stipulato con il Comune.
Al di là delle dichiarazioni di molti e importanti esponenti della Lega, la vicenda è chiara. Così come la legge. Arosio è incompatibile. E a questo punto, se questa incompatibilità dovesse rimanere, le possibili strade da percorrere sono due. La prima: nominare la giunta e passare il governo della città nelle mani del vicesindaco, fino alla prossima primavera. La seconda: dimettersi dalla carica di sindaco e fare arrivare il commissario prefettizio.
Sino a ieri Arosio non aveva nominato alcun assessore. I partiti del centrodestra discutono al loro interno sulla strategia da adottare in vista del consiglio comunale di domani sera. E non escludono nemmeno l’eventualità di aprire un contenzioso giuridico-amministrativo. Se il consiglio non prendesse atto della incompatibilità – in questo senso serve un voto dell’assemblea – si aprirebbe uno scenario di totale incertezza, nel quale alla politica prevarrebbero le carte bollate. «Il centrodestra viaggia unito», si limita a dire il coordinatore cittadino di Forza Italia, Matteo Ferrari, indicato sino a pochi giorni fa quale possibile vicesindaco. La realtà è che tutti restano in attesa delle decisioni di Arosio e della Lega, partito che dopo aver conquistato una valanga di voti a Cantù si trova nella incredibile situazione di dover rinunciare al proprio sindaco.
L’ipotesi che più sembra farsi strada è comunque la nomina di un vicesindaco della Lega e di alcuni assessori tecnici. Una soluzione-traghetto che permetta al Carroccio di “salvare” la guida di Cantù e, nello stesso tempo, di garantire ad Arosio un’uscita di scena politicamente sostenibile e dignitosa.