Arte e musica in Alto Lario
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Arte e musica in Alto Lario

La chiesa di San Gottardo
La chiesa di San Gottardo

L’Associazione Culturale Schola Cajni presenta la quinta edizione di “Arte e Musica in Alto Lario”, un’iniziativa con la quale si propongono alcune visite guidate a luoghi artistici altolariani, accompagnate da un breve concerto contestualizzato all’ambiente.

Questo il calendario: domenica 17 alle 15.30 a Stazzona, visita alla chiesa di S. Giuliano.  Domenica 24 alla stessa ora  a Dongo, visita alla chiesa di S. Gottardo.

La chiesa di San Giuliano di Stazzona presenta alcuni interessanti segni di un passato lontano, quali gli ex voto fatti affrescare dai fedeli sulle pareti laterali, che rimandano spesso al pittore locale Battista da Musso (inizio XVI secolo). Il presbiterio è ornato da affreschi di Giulio Quaglio di Laino e di Gian Paolo Recchi e la cappella della Madonna del Rosario venne dipinta nel 1619 da Giovanni Mauro della Rovere, detto il Fiammenghino, artista che ha lasciato molte opere in territorio altolariano.

La storia della chiesa rimanda anche alle diverse fasi emigratorie della popolazione stazzonese: a Bologna e in Sicilia. In particolare il titolare S. Giuliano è spesso raffigurato secondo l’iconografia con cui lo si rappresenta a Erice, in provincia di Trapani, vestito da soldato con spada e falcone sul braccio.

La visita a Stazzona verrà allietata da un trio di giovanissimi musicisti che eseguiranno brani di Vivaldi, Boccherini e Ricci. Sono Riccardo Quadri (organo portativo), Alessia Tocchetti (violino) e Martina Silva (Violoncello).

Al termine della visita, la Pro Loco di Stazzona offrirà gentilmente un rinfresco a tutti i presenti.

La chiesa di S. Gottardo di Dongo è meta di grande devozione per la popolazione locale, assai affezionata al Santo, ma è in generale poco conosciuta. Sorge su un poggio dominante il lago e ne offre un’ampia e godibile vista. Venne ricostruita nel Seicento al posto di un edificio più antico e presenta una forma ottagonale, che richiama quella dei battisteri cristiani. La simbologia di tale forma, abbastanza inconsueta, è importante in quanto allude alla Vita eterna. All’interno vi si scoprono opere curiose, che richiamano anche la devozione a S. Eurosia. In particolare la pala d’altare è una tela del Barbelli del 1628. Stupisce la raccolta di vari tipi di ex voto dedicati a S. Gottardo e alla Madonna.

Nell’ultimo anno sono stati effettuati alcuni studi sull’organo della chiesa, del quale si sapeva che era stato collocato da Ferdinando Prina nel 1877. L’organologo Maurizio Isabella ha scoperto che lo strumento è più antico rispetto alla data di collocazione, che in origine veniva utilizzato durante le processioni e che in seguito vi sono state apportate alcune modifiche al fine di renderlo stabile. È il primo organo processionale ad essere stato ritrovato in Alto Lario. Ma vi sono altre novità. A parte le canne di facciata, sostituite per l’usura a cui erano state sottoposte, quelle interne sono originali e appartengono a un organaro anonimo della seconda metà del Seicento. Maurizio Isabella ha rinvenuto alcuni nuclei di canne di tale tipo in organi di Mantova, del Milanese, del Bresciano e del Pavese A Como ne ha ritrovato un gruppo nell’organo della chiesa di S. Sebastiano di Càino (frazione di Vercana). Quindi l’organo di S. Gottardo sarebbe il primo costituito per intero da canne di questo anonimo organaro seicentesco.

Purtroppo lo strumento non è in buone condizioni e tra l’altro funziona solo con caricamento manuale dei mantici. Si potrà comunque ascoltarlo in un breve concerto tenuto dal M. Luca Marazzi, che eseguirà brani di Ricci, Galuppi, Berra e De Vit.

Per la partecipazione alle visite si richiede un contributo individuale di 5 euro, che sarà devoluto alle opere di restauro promosse dalla Associazione Schola Cajni in Alto Lario. Le visite guidate saranno a cura di Rita Pellegrini.

14 giugno 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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