(da.c.) Quando ieri pomeriggio il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri ha iniziato un veloce giro di telefonate con i dirigenti comaschi del suo partito per parlare della candidatura di Maurizio Traglio, alcuni sono stati colti di sorpresa. Altri meno. In particolare, coloro i quali da mesi lavorano al rafforzamento di un asse “centrista”.
La rapida consultazione di Alfieri è stato sicuramente uno scossone. Forte e improvviso.
Ma una possibile partecipazione alle primarie del centrosinistra dell’imprenditore comasco da sempre vicino all’ex presidente della Camera di Commercio Paolo De Santis è in realtà è il punto d’arrivo di un progetto i cui contorni sono stati disegnati da tempo.
Da mesi qualcuno lavora intensamente per arrivare a questo risultato. Nel mondo economico e in quello politico.
Quanto fosse forte, ad esempio, il legame tra un pezzo del Pd e i cattolici di Area Popolare è emerso in maniera chiarissima all’atto della conferma della coalizione in Provincia. Un accordo mai messo in discussione. E addirittura rafforzato, ancora pochi mesi fa, dal no deciso alla proposta proveniente da Forza Italia di un listone unico per Villa Saporiti.
Un retroscena poco conosciuto, quest’ultimo, ma che forse spiega alcuni passaggi successivi.
Alla scadenza del breve mandato dell’assemblea di via Borgovico (due anni) il coordinatore provinciale azzurro Alessandro Fermi aveva sondato i vertici del Pd per la formazione di una lista unica che confermasse tutti gli uscenti in Provincia.
Una mossa ovvia e anche logica, dato il sistema di voto (riservato ai soli sindaci e consiglieri comunali) e il buon lavoro fatto da maggioranza e opposizione nei due anni. A bloccare l’operazione, che in fondo non sarebbe dispiaciuta ai dirigenti di via Regina, è stato però Fiorenzo Bongiasca, sindaco di Gravedona ed Uniti e vicepresidente riconfermatissimo di Villa Saporiti.
Un segnale chiaro. Una scelta di campo che Area Popolare e Ncd hanno compiuto in vista, evidentemente, di un’intesa più ampia a Palazzo Cernezzi. Della quale adesso potrebbero essere protagonisti. Non è un mistero per nessuno che i primi a contattare Mario Landriscina per una candidatura nel capoluogo siano stati, in tempi non sospetti, proprio i centristi. Marginalizzati poi a causa del veto della Lega Nord. L’ex assessore comunale Umberto D’Alessandro da tempo insiste in colloqui pubblici sulla necessità di sviluppare, a Como, politiche legate alla cultura e alle periferie. Temi carissimi anche al centrosinistra (soprattutto il primo). Anche questa non è una semplice coincidenza.