Michelangelo Barbato, questore di Como

«Lavorare insieme è la forza dei comaschi, continuate a farlo, a mantenere il dialogo e la collaborazione tra istituzioni e cittadini». Dopo quasi sei anni alla guida della Questura di Como, il prossimo primo luglio Michelangelo Barbato passerà il testimone a Giuseppe De Angelis.
I nuovi incarichi dei dirigenti delle questure sono stati ufficializzati dal consiglio di amministrazione del Dipartimento della pubblica sicurezza martedì scorso. «È arrivato il momento di girare pagina – sottolinea il questore uscente – Chiudo la carriera con Como. Mi fa piacere essere stato quasi 6 anni in questo territorio, anche perché sono stato accolto bene fin dall’inizio. Sono arrivato in questa città che, prima di prendere servizio, conoscevo solo come turista e che continuerò a frequentare, visto che rimarrò in zona, a Garbagnate Milanese».

La Questura di Como

La vocazione turistica è cresciuta nel tempo. «Certamente abbiamo gestito anche problematiche legate all’afflusso importante di visitatori, un dato positivo che naturalmente però deve essere gestito nel migliore dei modi».
Il problema maggiore con il quale il questore si è confrontato negli anni comaschi resta però la recente emergenza migranti. «Le difficoltà più grosse sono quelle legate all’immigrazione – dice Michelangelo Barbato – È un tema sul quale si deve lavorare tanto, tutti insieme. Quotidianamente bisogna portare avanti questo impegno per il bene della città. Non smettete di comunicare, di dialogare tra istituzioni e cittadini».

Migranti la scorsa estate alla stazione di Como San Giovanni

«Quello dell’immigrazione è un problema non ancora risolto – aggiunge Barbato – Bisogna tenere le antenne alzate per vedere come si evolve il fenomeno, che ora è sotto controllo. Il collega che prenderà il mio posto dovrà continuare su questa strada e migliorarla, prevenire i presidi incontrollati. Conosco il nuovo questore, a Milano abbiamo lavorato assieme e ha conoscenze specifiche nel settore dell’immigrazione, sul quale potrà continuare il percorso».
Anna Campaniello