Prosegue il viaggio alla scoperta dei rappresentanti dei gruppi interessati al futuro del calcio in città. In questo caso si tratta di due imprenditori del Sud, con alle spalle importanti gruppi societari. Per le referenze di Francesco Agnello della Ariete srl potrebbero parlare anche soltanto i vincoli di parentela. L’imprenditore di Torre Annunziata è cugino di secondo grado del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis e primo cugino dei Voiello della pasta. La sua famiglia è da sempre nel settore delle acque minerali e ha trattato con Ferrarelle, San Pellegrino, Sangemini, Yoga, Campari, Cinzano. «Chi crede che abbia trovato lo sponsor Lete per le maglie del Napoli?» attacca subito Agnello. Per il Como ha un progetto ben definito, del resto, come detto era già stato a lungo in contato con il curatore Di Michele per partecipare all’ultima asta. «Ci fu un ritardo nel costituire la società in Camera di Commercio di Roma e siamo rimasti fuori. Avremmo speso meno soldi di oggi – spiega – Poi ho provato a contattare più volte anche Lady Essien, ma nulla». Agnello porterebbe a Como Marco Valentini come direttore sportivo (già dirigente di Reggiana, Messina, Ascoli e Padova) e Roberto Fiorillo, che ha lavorato al Como con profitto come preparatore atletico durante l’era Preziosi. «Valentini ha già individuato anche l’allenatore. A me piaceva molto Fabio Gallo. Ho pronto lo sponsor per la squadra e lo stadio – aggiunge – giocheremo subito per vincere e per salire».

Anche Pasquale Bacco, ad della Meleam di Bitonto (Bari) ha alle spalle un grande gruppo imprenditoriale. «Abbiamo uffici in tutta Italia, lavoriamo con le aziende e per noi il territorio comasco è un bacino importante sul quale ci siamo affacciati da poco – spiega Bacco – Veniamo da nove anni di crescita e grazie ad appalti importanti possiamo dare garanzie per il futuro». Come è stato per altre piazze su cui la Meleam è arrivata, a Brindisi ad esempio, prima come sponsor e poi come socia al 25% della squadra di calcio, Bacco lascia aperta anche la strada di collaborare con altre cordate. «Mi piacerebbe avere un incontro in tempi brevissimi, davanti al sindaco di Como – spiega – con altri imprenditori intenzionati a portare avanti seriamente il progetto. La mia ambizione non è diventare presidente di una squadra di calcio. Noi possiamo andare avanti da soli in questa strada o anche aiutare altri gruppi».