Campione d’Italia, ora tocca al Comune. Il sindaco: «I dipendenti del casinò hanno fatto la loro parte»
Cronaca, Economia

Campione d’Italia, ora tocca al Comune. Il sindaco: «I dipendenti del casinò hanno fatto la loro parte»

 

Il Casinò di Campione d'Italia Il Casinò di Campione d’Italia

«I dipendenti del Casinò di Campione d’Italia hanno fatto la loro parte, ora tocca a quelli del Comune». Roberto Salmoiraghi, sindaco di Campione d’Italia, ha convocato ieri pomeriggio i lavoratori della casa da gioco, che nei giorni scorsi hanno approvato un accordo che prevede un taglio dell’orario di lavoro e dei salari.
«Ho voluto ringraziarli ufficialmente a nome dell’amministrazione comunale, perché con il loro atto hanno dimostrato un grande attaccamento all’azienda e al paese e un grande senso di responsabilità» ha commentato il primo cittadino al termine dell’incontro al settimo piano della casa da gioco.
L’accordo firmato tra sindacati e vertici del casinò ha permesso di scongiurare gli esuberi.  L’incontro con i dipendenti del casinò è stata l’occasione per il sindaco dell’exclave per ribadire di voler procedere con un giro di vite anche nei confronti dei circa 100 dipendenti del municipio. «Non ci sono lavoratori di serie A e B, tutti sono uguali e ora anche quelli del Comune dovranno fare gli stessi sacrifici – dice Salmoiraghi – Dobbiamo tagliare le spese e contrarre i costi del personale». Martedì prossimo si riunirà la giunta e poi sarà la volta del consiglio comunale.
«Tutte le ipotesi sono aperte, compresa quella degli esuberi – dice Salmoiraghi – Valuteremo quale strada intraprendere subito, sicuramente dobbiamo tagliare le spese». Sul futuro di Campione d’Italia incombono ancora lo spettro del fallimento del Casinò chiesto dalla Procura di Como. La Corte dei Conti pretende invece un preciso piano di rientro per Il Comune. Il 25 maggio prossimo, a Palazzo di giustizia sarà depositato il piano di risanamento dei vertici del Casinò e il Tribunale dovrebbe pronunciarsi entro il 6 giugno. I dipendenti del casinò con il loro sì all’accordo sindacale hanno accettato orari di lavoro e salari ridotti, prepensionamenti e ristorante affidato a un gestore esterno.
Il risparmio, almeno sulla carta è stimato in 18 milioni di euro all’anno.

18 maggio 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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