Campione d’Italia, quattro anni di stipendi ridotti. Ecco la proposta della giunta contro la crisi
Cronaca, Territorio

Campione d’Italia, quattro anni di stipendi ridotti. Ecco la proposta della giunta contro la crisi

La crisi colpisce duro anche a Campione d'Italia La crisi colpisce duro anche a Campione d’Italia

Tagli al Casinò e pesanti riduzioni di salario anche in Comune. Il “sistema Campione” ha messo in moto una pesantissima cura dimagrante i cui effetti dureranno nel tempo. E molto più a lungo di quanto si sarebbe potuto credere fino a poche settimane fa.
Dopo settimane di indiscrezioni, anticipazioni e ipotesi, il municipio dell’enclave ha spedito ai sindacati e ai rappresentati delle Rsu una prima bozza di piano per affrontare la crisi finanziaria in Comune.

In estrema sintesi, l’idea dell’amministrazione è di ridurre del 15% i salari di tutti i 103 dipendenti per quattro anni, vale a dire sino al 2022. In alternativa, è stata proposta la riduzione del 12% degli stipendi del personale di categoria più bassa (B), del 14% del personale inquadrato nella categoria C e del 16% per i funzionari (categoria D).

Oltre al salario saranno ridotti nella stessa misura anche tutte le altre «voci retributive» dei dipendenti comunali: «stipendio base, progressione orizzontale, maturato economico, salario individuale anzianità qualifica funzionale, assegno di exclave, indennità di comparto, assegno ad personam, vacanza contrattuale, indennità qualifica funzionale».

I tempi delle vacche grasse a Campione sembrano essere terminati definitivamente.

Ancor più se si legge il punto numero 5 della bozza messa nero su bianco dal Comune: «In sede di prima applicazione», entro il 30 aprile di quest’anno, l’amministrazione «verifica se i risparmi conseguiti consentono di raggiungere gli obiettivi di bilancio».

Se i conti non quadreranno, la giunta «porterà a compimento la determinazione di ridefinizione in diminuzione della pianta organica, secondo le risultanze della rilevazione dei carichi di lavoro». Detto in parole più semplici: se la riduzione del 15% non sarà sufficiente a rimettere in sesto i conti, si passerà ai licenziamenti.

Intanto, per lunedì prossimo è stato convocato il primo tavolo di confronto con il sindacato.

Da. C.

14 febbraio 2018

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Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


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