Il campo di accoglienza dei profughi di via Regina, a Como, «rimarrà in funzione sino a quando sarà necessario». La Prefettura del capoluogo lariano conferma al Corriere di Como l’intenzione di mantenere attivo il centro anche dopo la scadenza del 31 dicembre prossimo. Da via Volta non si danno però indicazioni sulle modalità eventuali del bando di assegnazione della gestione. Si ribadisce soltanto la necessità di non chiudere il punto di raccolta nel quale sono transitati, in un anno, oltre 5mila migranti.
In via Regina, com’è noto, sono accolti i cittadini stranieri che vengono “riammessi” dalla vicina Svizzera, ovvero respinti alla frontiera dalle guardie di confine elvetiche. La conduzione del centro è affidata alla Croce Rossa almeno sino alla fine di quest’anno. Ma, come detto, è assai probabile che il campo profughi prosegua la sua attività, «almeno sino a quando ce ne sarà bisogno». In sostanza, sino a quando i respingimenti alla frontiera ticinese lo renderanno necessario.
La Prefettura ricorda come ciascun migrante accolto nel centro di via Regina venga «controllato dalle forze dell’ordine». La funzione del sito è quindi duplice: oltre che umanitaria, assolve a compiti di prevenzione. Ed evita problemi di ordine pubblico, come quelli sorti nell’estate del 2016, quando i giardini sottostanti la stazione ferroviaria di Como San Giovanni divennero un gigantesco bivacco di profughi in fuga verso il Nord Europa.
Da quando è in funzione, il centro di via Regina ha ospitato oltre 5mila persone, molte delle quali si sono fermate a dormire nei container per pochi giorni. Un numero altissimo di profughi. Che lascia aperto lo spazio a più ipotesi.
Una delle quali è la possibile apertura di un corridoio verso i Paesi del Nord. Non è da escludere che molti migranti siano infatti approdati a Como con il passaparola e abbiano scelto di trascorrere qualche notte in via Regina sapendo di poter transitare in direzione Germania o Svezia (questi ultimi sono i due Paesi che hanno accolto il maggior numero di profughi negli ultimi mesi). In ogni caso, in via Regina continuano a trovare ospitalità ancora oggi circa 200 persone e, tra loro, anche una cinquantina di minori non accompagnati.
Come segnalato ancora pochi giorni fa dall’agenzia Sir, «la permanenza dei minori nel campo può durare anche fino a 6 mesi a causa della mancanza di strutture sul territorio».