«Ormai da anni si discute sull’opportunità o meno di realizzare un nuovo stadio o di adeguare quello esistente». Così cominciava il documento stilato nel gennaio 2001 dalla Provincia e intitolato «Prime valutazioni sulla previsione di un nuovo stadio». Il dibattito “eterno” sul futuro del Sinigaglia non si ferma mai. E per questo non può meravigliare se anche la nuova proprietà del Como, a meno di due mesi dal suo arrivo in città, tenti di giocarsi con il Comune la carta stadio. Martedì è fissato un incontro con il sindaco per illustrare più in dettaglio un progetto «che resta comunque un’idea di massima», dice Roberto Felleca, amministratore delegato e comproprietario della squadra. Ma qualche anticipazione e alcune considerazioni del dirigente azzurro fanno intuire la direzione verso cui si muove il club lariano.

L’obiettivo principale in questa fase sembra essere l’abbattimento dei costi di gestione e di affitto. Motivo per cui il gruppo dirigente del Como ipotizza di avere il Sinigaglia in concessione. «Possiamo investire fino a 2 milioni di euro – dice Felleca – per le ristrutturazioni e per il rifacimento degli impianti. E per la realizzazione di un manto sintetico che ci permetta un utilizzo continuo del campo». L’erba più verde del football italiano potrebbe perciò fare spazio al sintetico. Senza rimpianti né nostalgie. «Se si vuole fare calcio, oggi, bisogna lavorare sugli stadi – dice ancora Felleca – Como non può essere un’eccezione». Ecco allora il motivo per cui la società, nel tentativo soprattutto abbattere i costi, spinge verso una concessione pluriennale dell’impianto. Dentro il quale, «senza stravolgerne l’estetica – aggiunge Felleca – si potrebbero ricavare anche alcuni spazi commerciali».

Una “rivoluzione” soft dello stadio, quella immaginata dal nuovo Como, funzionale ai bisogni e alle reali disponibilità di un gruppo che ha deciso di scommettere sul pallone in una città decisamente difficile e talvolta persino ostile al calcio. Secondo quanto è stato possibile capire, il progetto di massima che martedì sarà presentato alla giunta di Palazzo Cernezzi è stato redatto da alcuni professionisti sardi, gli stessi che in passato hanno collaborato con Felleca in una situazione analoga a Selargius, città dove risiede il dirigente azzurro. In attesa di martedì e dell’incontro con il sindaco, è lo stesso Felleca a confermare un’altra notizia attesa: l’addio a Orsenigo. «La richiesta complessiva del curatore fallimentare ammonta a circa 170mila euro per l’affitto annuo. Per noi è troppo». Si andrà altrove, quindi. Probabilmente già a partire dalla prossima settimana. Un accordo è stato invece trovato sempre con il curatore per l’uso in comodato di 5 pullmini e una vettura, mezzi per i quali il Como pagherà soltanto assicurazione e manutenzione.

Dario Campione