Cantù, il candidato sindaco della Lega è Nicola Molteni

La promessa del deputato: «Se sarò eletto mi dimetterò dalla Camera»
«Se diventassi sindaco, il giorno successivo mi dimetterei immediatamente da parlamentare». A dire queste parole è Nicola Molteni, da ieri candidato sindaco di Cantù per la Lega Nord. L’avvocato 36enne, rampollo del Carroccio lariano, punta ad arrivare al ballottaggio. «Poi – dice – si vedrà». Il che significa, probabilmente, che Lega e Pdl potrebbero ritrovarsi, pur di non perdere la città. Correre per la Lega a Cantù è «motivo d’orgoglio», dice Molteni, il quale – come anticipato – rinuncerebbe alla posizione
(e al cospicuo stipendio) di parlamentare. Una scelta sofferta? «Non direi proprio – risponde Molteni – se venissi eletto mi dimetterei dal Parlamento, come ho detto, per un atto di serietà e coerenza nei confronti dei miei concittadini. Ho fatto quattro anni a Roma, ho vissuto un’esperienza unica. Ho partecipato, tra l’altro, al 99% delle sedute: mi manca l’1% solo per motivi familiari. Mi presenterò a Cantù con il simbolo della Lega, mettendomi a disposizione della città, forte della esperienza parlamentare. Contatti, rapporti istituzionali. Nel mio mandato, finora, ho richiesto per Cantù 4 milioni di euro di finanziamenti. Alcuni sono già arrivati, come i 2,8 milioni per la sede della polizia locale».
Ieri, giorno dell’ufficializzazione, Molteni compiva anche gli anni. «Trentasei: non sono un ragazzino, ma mi considero giovane. E non mi pesa rinunciare al Parlamento per amministrare Cantù».
Molteni ha iniziato la sua esperienza politica proprio a Cantù: capogruppo del Carroccio in consiglio comunale, ad appena vent’anni. Sedici anni dopo, la sua carriera nella Lega ha toccato le tappe più importanti (segretario provinciale, parlamentare). «Era arrivato il momento di candidarmi per Cantù – aggiunge Molteni – toccava a me. Ne abbiamo parlato con Calderoli, Bossi, Giorgetti e Maroni, ma per la prima volta la decisione non è arrivata direttamente da Milano: l’abbiamo deciso qui». E i vertici della Lega hanno dato il via libera.
Il paragone con la situazione di Como, aggiunge Molteni, è «impietoso». Perché «dopo vent’anni di amministrazione leghista Cantù è una città decisamente migliore: stiamo arrivando, ad esempio, alla costruzione di un palasport che la comunità aspetta da oltre vent’anni. I canturini non hanno mai pagato l’addizionale Irpef, e l’Ici – finché esisteva – a Cantù era al minimo».
Il deputato, quindi, si dice pronto a raccogliere l’eredità leghista della Città del mobile. I punti forti, e pure gli errori, «come la nomina di un assessore a tre mesi dalla scadenza del mandato».
Obiettivi elettorali? «Arrivare al ballottaggio – conclude Nicola Molteni – con i voti presi nel 2007, oggi non andremmo al ballottaggio. Perciò dobbiamo migliorarci. Una volta al ballottaggio, sarei pronto a dialogare con tutte le forze moderate di centrodestra».
Oggi Molteni è parlamentare e candidato sindaco. La carica di commissario leghista di Cantù, invece, passerà a Edgardo Arosio.

Andrea Bambace

Nella foto:
Nicola Molteni ha ufficializzato ieri la candidatura a sindaco per la città di Cantù (Mv)

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