Edgardo Arosio

È destinato a tramontare prima ancora di nascere il mandato di Edgardo Arosio, neoeletto sindaco di Cantù. Ieri il “Consorzio canturino pompe funebri Zanfrini” avrebbe dichiarato ufficialmente di non intendere recedere dal contratto siglato con la precedente amministrazione del Comune brianzolo per lo svolgimento di una serie di servizi funebri. Il fatto che il fratello del primo cittadino, Armando, sia contitolare dell’impresa di pompe funebri rende Edgardo Arosio incompatibile con la carica di amministratore pubblico. La legge impedisce infatti ai sindaci di avere parenti fino al secondo grado che siano «appaltatori di lavori o di servizi» nel Comune in cui sono stati eletti.

Per poter governare Cantù, il neoeletto sindaco leghista deve riuscire a rimuovere la causa dell’incompatibilità, ma il Consorzio Zanfrini non sembra intenzionato a fare passi indietro. Se così fosse, per la Città del mobile si prospetterebbero nuove elezioni amministrative e il probabile arrivo di un commissario prefettizio. Edgardo Arosio avrebbe ora di fronte a sè due strade. Potrebbe dimettersi subito lasciando il campo al commissario prefettizio che amministrerà la città in attesa delle nuove elezioni. In alternativa, potrebbe presentarsi al consiglio comunale di lunedì prossimo, vedere riconosciuta la sua incompatibilità ed avere una decina di giorni di tempo per risolvere il problema.

Se il Consorzio Zanfrini non cambierà idea, Arosio dovrà però rinunciare alla carica di sindaco. Se nel frattempo avrà nominato la giunta, sarà il suo vicesindaco a traghettare Cantù alle nuove elezioni, in caso contrario arriverà il commissario. «Ho riconosciuto subito il voto espresso dai miei concittadini che ha dato ad Arosio la possibilità di governare Cantù – commenta Francesco Pavesi, avversario di Arosio al ballottaggio del 25 giugno – Ora spetta a loro rimuovere le cause di incompatibilità, un’incompatibilità stabilita da una legge nota e molto chiara. Il fatto che non sia ancora stata nominata la giunta è un segno di difficoltà. Questa vicenda dimostra superficialità».

Si dichiara «sconcertato» Filippo Di Gregorio, segretario canturino del Pd e neoeletto consigliere comunale. «Non ho letto la dichiarazione del Consorzio Zanfrini – afferma Di Gregorio – Se fosse vera dovremmo  farci tante domande sulla qualità della classe dirigente cittadina: com’è possibile che nessuno si sia accorto, nella maggioranza e pure tra le file dell’opposizione? Io ancora non sedevo in consiglio comunale, però lì c’erano già tutti gli attori dell’attuale situazione. Qual è stata la capacità di controllo? Di questo contratto si sapeva già, gli uffici se lo stavano palleggiando da un po’. Faccio politica dal 1980, tra Piemonte e Lombardia, e non ho mai visto una situazione del genere».