Edicolanti di Como sul piede di guerra per il caro tariffe per l’occupazione del suolo pubblico. Le cartelle inviate nei giorni scorsi da Ica, la società di riscossione dei tributi, potrebbero essere in realtà sbagliate, al punto che l’assessore al Commercio Paolo Frisoni invita a «non pagare e rivolgersi ai nostri uffici». Entro fine febbraio è previsto il pagamento della prima rata della tassa di occupazione del suolo pubblico.

«Ho ricevuto da pochi giorni la cartella e la tassa è stata aumentata in modo spropositato – attacca Giuseppe Rondinelli, proprietario di un’edicola in Boldoni – Nel 2015 pagavo 4.600 euro. Già lo scorso anno ho avuto un primo aumento di mille euro e ora, per il 2017 mi chiedono altri 800 euro in più. È una situazione insostenibile, ci costringeranno a chiudere, vista anche la crisi del settore».

«Già lo scorso anno ci era stato assicurato dal Comune un intervento per agevolare le edicole – aggiunge Rondinelli – Questo proprio alla luce della crisi. Senza un’agevolazione non riusciremo ad andare avanti, anche perché è già deciso che le tariffe aumenteranno anche nei prossimi tre anni».

L’intervento per tutelare gli edicolanti però, come spiega l’assessore Frisoni, c’è stato. «Il consiglio comunale ha approvato una nuova mappatura della città, con la definizione delle zone di maggiore pregio, nelle quali la tassa per l’occupazione del suolo pubblico è stata aumentata – spiega l’esponente della giunta di Palazzo Cernezzi – Allo stesso tempo però, lo stesso consiglio comunale ha approvato un provvedimento che, solo per le edicole, proprio per la crisi del settore, prevede una riduzione del 30% delle tariffe».

Le cartelle inviate da Ica nelle scorse settimane però, non terrebbero conto di questa agevolazione. «Viste le lamentele degli edicolanti, in gran parte arrabbiati per le tariffe, ho fatto una verifica della situazione – dice Paolo Frisoni – Sembra che le cartelle inviate da Ica siano sbagliate perché non tengono conto dello sconto previsto per le edicole. Invito i diretti interessati a chiedere una verifica prima di procedere con il pagamento».