© Matteo Salvini (Foto Nassa)

Il “caso Arosio” da Cantù è arrivato sul tavolo del segretario regionale della Lega Nord Paolo Grimoldi e da lì, è planato direttamente sulla scrivania di Matteo Salvini. La mobilitazione annunciata nei giorni scorsi dall’onorevole Nicola Molteni per cercare di sbrogliare il bandolo della matassa è partita. Il tutto mentre il tempo passa e il futuro del neo eletto sindaco di Cantù sembra sempre più incerto. La vicenda è nota: il fratello del primo cittadino, Armando Arosio, è contitolare del “Consorzio canturino pompe funebri Zanfrini”, azienda che siglato un contratto con la precedente amministrazione del Comune brianzolo per lo svolgimento di una serie di servizi funebri. Fatto questo che rende Edgardo Arosio incompatibile con la carica di amministratore pubblico. La legge impedisce infatti ai sindaci di avere parenti fino al secondo grado che siano «appaltatori di lavori o di servizi» nel Comune in cui sono stati eletti.

Edgardo Arosio

Per poter governare Cantù, il neoeletto sindaco leghista deve dunque riuscire a rimuovere la causa dell’incompatibilità, ma il Consorzio Zanfrini si è detto non intenzionato a fare passi indietro. Ecco allora che i vertici della Lega si stanno muovendo in tutte le direzioni. «Innanzitutto stiamo cercando di rimuovere la causa di incompatibilità – spiega Fabrizio Turba, segretario provinciale della Lega Nord – Speriamo che il fratello possa modificare la sua decisione. Anche perchè questa norma è assolutamente anticostituzionale. Lega infatti le mani al diretto interessato che non può in alcun modo intervenire per rimuovere la causa di incompatibilità». Da qui la mobilitazione. «Ho inviato la documentazione al segretario Grimoldi e lui ha immediatamente informato Matteo Salvini. Ora l’intenzione è di agire con manifestazioni che stiamo già organizzando nel caso in cui non si riuscisse a risolvere il problema», aggiunge sempre Turba.

Edgardo Arosio ha di fronte a sè due strade. Potrebbe dimettersi subito, lasciando il campo al commissario prefettizio in attesa di nuove elezioni, oppure presentarsi al consiglio comunale di lunedì prossimo, vedere riconosciuta la propria incompatibilità e avere una decina di giorni di tempo per risolvere il problema. Se nel frattempo avrà nominato la giunta, sarà il vicesindaco a traghettare Cantù alle nuove elezioni, in caso contrario arriverà il commissario. «È una caso incredibile. Lo ripeto, lo porteremo a livello nazionale perchè tutti si rendano conto di quanto sta accadendo a Cantù. Stiamo lavorando a entrambe le ipotesi. La giunta è già pronta da tempo, va solo limata e quindi si potrebbe passare da quella strada senza l’intervento immediato del commissario. Ma la nostra ferrea convinzione è quella di avvalerci del nostro sindaco. Se così non dovesse accadere, siamo già pronti a muoverci», spiega il deputato Nicola Molteni. Convinto della necessità di mobilitarsi anche il leghista Armando Selva, in passato presidente della Provincia di Como e sindaco di Cantù. «È doveroso farlo diventare un caso nazionale, a prescindere da come andrà a finire. Speriamo ovviamente che il sindaco regolarmente eletto dai cittadini possa rimanere al suo posto – interviene Armando Selva – Ma è indubbio che non si debba perdere tempo organizzandosi per far capire quanto di errato sta accadendo». La vicenda dunque sembra destinata a ingigantirsi sempre di più. «Siamo in una sfera di assoluta anticostituzionalità. Questa norma è lesiva del diritto di chiunque di partecipare alle elezioni. Attualmente infatti l’assegnazione delle gare è in capo ai dirigenti e non al sindaco, come accadeva in passato. Mi domando quindi come sia possibile che una persona, come è appunto capitato a Edgardo Arosio, si ritrovi in una simile situazione senza poter far nulla e senza aver saputo niente», chiude Selva.