Picchiate e minacciate perché rifiutavano di prostituirsi. Le vittime sono due ragazze nigeriane ospiti del centro migranti di via Regina Teodolinda, una minorenne e una da poco maggiorenne, avvicinate da connazionali che pretendevano di indurle sulla via del sesso a pagamento. Di fronte al rifiuto delle due giovani, la reazione degli aguzzini avrebbe portato a una aggressione con minacce avvenuta nei pressi del campo, sulla panchina posta tra il centro migranti e il supermercato. Il violento episodio la scorsa notte, intorno alle 22.
Le due vittime sono poi riuscite a raccontare cosa era appena avvenuto al responsabile di turno del campo di via Regina Teodolinda che ha allertato le forze di polizia. Le volanti, intervenute nella notte, sono riuscite a risalire ai tre presunti responsabili – descritti dalle giovani – e ad arrestarli. Si trovano ora nel carcere del Bassone in attesa dell’interrogatorio di garanzia di fronte al giudice delle indagini preliminari.
Si tratta di tre nigeriani – due con il permesso di soggiorno, il terzo ospitato in un centro della città – dell’età di 28, 25 e 19 anni.

Secondo quanto ricostruito nell’imminenza dei fatti e sentendo il racconto delle ragazze, le due giovani sarebbero state avvicinate dai tre connazionali e forzate a prostituirsi a favore di altre persone gravitanti su Como, ma anche in un giro di squillo che portava dal Lario a Torino. Pare che in cambio potessero esserci non solo contanti, ma anche indumenti e accessori di vestiario. Il rifiuto delle ragazze avrebbe però scatenato la reazione dei tre presunti aguzzini che le avrebbero avvicinate e circondate martedì sera mentre si trovavano su una panchina vicino all’ingresso del campo di via Regina Teodolinda.
Una delle due, ancora minorenne, sarebbe anche stata presa per il collo e colpita con una testata.
Aggressione proseguita fino a quando il presunto capo del gruppetto avrebbe fatto segno di smettere. In via Regina Teodolinda sono però giunte le volanti che hanno raccolto la testimonianza e raggiunto i tre presunti responsabili (non dimoranti all’interno del campo) che sono stati arrestati.