Chiude il viadotto dei lavatoi. Stop totale al transito di auto e mezzi pesanti a partire da oggi. «La struttura necessita di alcune opere fondamentali per la messa in sicurezza che ci consentiranno, entro la fine del mese di settembre, di riaprirlo, come avviene ora, solo al passaggio delle auto. Faremo ogni sforzo necessario per anticipare la riapertura prima che comincino le scuole. Rimarrà invece interdetto per diversi mesi (si parlerebbe addirittura di un anno) al transito dei mezzi pesanti». Queste le parole del sindaco di Como Mario Landriscina che ieri pomeriggio ha comunicato la brutta notizia per automobilisti e autotrasportatori.

«Inevitabilmente ci saranno delle ripercussioni negative sul traffico ma sono interventi che non si possono rinviare – aggiunge il sindaco – Sarà allestita la segnaletica utile ad indirizzare i mezzi lungo i percorsi alternativi previsti». Contrariamente a quanto dichiarato al Corriere di Como alcuni giorni fa dall’assessore alla Mobilità Vincenzo Bella che scongiurava l’ipotesi stop, ecco invece arrivare l’ordinanza di chiusura totale.

I problemi di stabilità della bretella che collega la rotatoria di Camerlata alla Oltrecolle erano sorti il 4 luglio scorso e uno dei primi atti del nuovo sindaco, infatti, era stata l’ordinanza di chiusura del viadotto, poi riaperto al traffico soltanto in modo parziale con il divieto di transito dei mezzi pesanti e degli autoarticolati. Ma le ultime e più recenti ispezioni hanno consigliato di cambiare rotta.

Dopo lo studio effettuato da un consulente, il professor Pier Giorgio Malerba è così arrivata la decisione di sbarrare l’accesso. «Il viadotto necessita di un immediato intervento di messa in sicurezza a causa di problemi agli appoggi, lavori che si possono effettuare solo chiudendo la strada a tutti – ha detto il professor Malerba – Dopo questa prima fase bisognerà invece elaborare un progetto per il completo ripristino della funzionalità del viadotto. Andrà rivista tutta l’opera alla luce dello stato di fatto e andrà riprogettata». Da qui l’inevitabile protrarsi nel tempo della chiusura ai mezzi pesanti. «Si tratta di un intervento complesso anche perchè, come sta accadendo su molte infrastrutture simili in tutta Italia, si deve garantire la totale sicurezza e adeguare anche dal punto di vista sismico ponti e viadotti costruiti prima dell’entrata in vigore delle nuove norme», aggiunge il professor Malerba.

I costi per la prima fase dell’operazione ammontano a circa 100mila euro, «ben più impegnativa dal punto di vista economico invece la riprogettazione successiva necessaria a riaprire a tutti il viadotto», dice il sindaco Landriscina. «Saranno subito informate Prefettura, Questura e la categoria maggiormente coinvolta, ovvero quella degli autotrasportatori. La chiusura totale era necessaria anche perchè in questi giorni diversi camionisti passavano nonostante il divieto e noi non abbiamo le risorse per presidiare il ponte in maniera costante», chiude il sindaco.