Una lite nata per futili motivi, pare per una capra o per presunti diritti di pascolo sui monti dell’Altolago. Scontro prima verbale poi fisico, che rischiò di costare la vita a un allevatore 52enne di Garzeno colpito dal rivale con un forcone in più punti del corpo. La Procura di Como, pm Massimo Astori, per quel fatto di sangue che risale ai primi di maggio del 2016, ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per un 44enne di Dongo accusato di tentato omicidio. La data dell’udienza preliminare deve ancora essere fissata.

L’uomo, assistito dagli avvocati Guido Stoppani e Enrico Pollini, era finito in manette dopo aver colpito con un tridente – due volte o forse tre, al volto e al torace – un altro allevatore dell’Altolago con cui litigava da tempo. Pare che le diatribe riguardassero come detto sia una capra sia una questione legata a un pascolo sui monti di Consiglio di Rumo.

Quel giorno di inizio maggio del 2016, il 52enne e il nipote di 31 anni avrebbero raggiunto l’avversario (pare che il primo fosse anche armato con un bastone) e da qui sarebbe nata la furiosa lite culminata con i colpi di forcone. Nel corso dell’interrogatorio davanti al giudice, subito dopo l’arresto, il fermato disse di essersi «difeso». La versione fornita fu che il rivale e il nipote l’aggredirono con un bastone, e che lui per difendersi imbracciò il forcone scagliando i colpi incriminati. A riprova di quanto raccontato mostrò i lividi presenti sul corpo, che del resto erano stati anche refertati al pronto soccorso nell’immediatezza dei fatti (il 44enne era stato dimesso con una prognosi di sette giorni).

Secondo la tesi della Procura, invece, lo stesso indagato avrebbe brandito prima una roncola e poi un bastone per poi colpire l’avversario con il forcone all’altezza delle spalle e degli arti superiori. In seguito avrebbe bucato le ruote dell’auto per impedire la fuga e si sarebbe rivolto pure contro il nipote del ferito, costringendo quest’ultimo a scappare. La vittima fu ricoverata in gravi condizioni e rimase per tre mesi in strutture sanitarie.