«Purtroppo noi siamo tristemente abituati a presenziare a simili cerimonie. Ma non dobbiamo mai dimenticarci di esaltare la grandezza di questi personaggi e le loro gesta eroiche». Così il nuovo questore di Como Giuseppe De Angelis ha voluto parlare a margine della commemorazione del brigadiere della polizia di Stato Luigi Carluccio, morto il 15 luglio 1981 nel tentativo di disinnescare una bomba in viale Lecco, all’angolo con via Sacco, nella “notte dei fuochi”. Quella notte in cui Carluccio fu impegnato in una corsa contro il tempo per disinnescare bombe messe dai terroristi in mezza città. Tredici ordigni artigianali, otto esplosi e cinque disinnescati, posti in vari punti di Como da mani rimaste impunite.
Le “Brigate operaie per il comunismo” rivendicarono l’attacco, la notte stessa, volendosi opporre alla costruzione del carcere del Bassone.
Il brigadiere Luigi Carluccio, impegnato nella messa in sicurezza dei dispositivi, perse la vita tentando di disinnescare proprio quella bomba di viale Lecco.
Presenti alla cerimonia le associazioni d’arma, i rappresentanti delle forze dell’ordine e diversi cittadini. A deporre le corone di fiori sotto la lapide commemorativa in viale Lecco, il sindaco di Como Mario Landriscina, il prefetto Bruno Corda e, insieme a Giuseppe De Angelis, anche il precedente questore Michelangelo Barbato. «Sono momenti di profonda riflessione. Il ricordo di questo giovane poliziotto, morto in servizio, è un monito fortissimo. E il mio unico rammarico è che questa cerimonia si svolga con le scuole chiuse e senza la possibilità di portare qui i ragazzi e raccontare cosa successe», ha proseguito il nuovo questore. «Mi piacerebbe, in futuro, magari organizzare un ricordo del brigadiere Carluccio a cui far partecipare i ragazzi», dice il questore.
La toccante cerimonia di ieri mattina era stata preceduta, come di consueto, da una funzione religiosa nella basilica di di San Fedele.