L’intervista sul giornale “Blick”

Era in vacanza sul Lago di Como, e stava tornando proprio sul Lario, il guidatore tedesco al centro delle cronache negli ultimi giorni in Canton Ticino. L’episodio risale al 2014, ma la condanna risale allo scorso 20 febbraio. Si tratta di un 42enne originario della Germania, appunto, che tre anni fa è stato fermato dalla Polizia cantonale in autostrada, dopo che si era reso protagonista di una escursione fuoriporta in Svizzera, con punte di velocità sui 200 chilometri orari e sorpassi in zona vietate, anche dove c’erano lavori in corso e in galleria. Il giudice che lo ha condannato ha parlato di “una delle più gravi infrazioni al Codice della Strada che sono state notificate nella Confederazione”.

Per questo – definiamolo  così – exploit, il 42enne manager di Stoccarda ha recentemente subìto una pesantissima condanna: 30 mesi di reclusione, di cui 12 da scontare. Pena che riuscirà ad evitare, a patto di non mettere più piede nella Confederazione.

L’uomo in questi giorni ha rilasciato una intervista al giornale “Blick” in cui – contrariamente rispetto a quanto ci si poteva aspettare – piuttosto che scusarsi ha commentato con sarcasmo quello che è accaduto. Il 42enne ha spiegato che era in vacanza sul Lago di Como e aveva deciso di fare un giro sui passi svizzeri. Poi, siccome voleva mangiare, aveva  deciso di rientrare verso il Lario a tutta velocità. “Avevo fame” è proprio il titolo dell’articolo. L’uomo ha anche aggiunto: “A questo punto posso dire di aver già visto la Svizzera, non ho più bisogno di ritornare”. Non solo, il tedesco ha anche ammesso di essersi rifiutato di pagare il taxi che lo ha riportato nel Comasco: “Mi sono stati chiesti 360 euro per 60 chilometri. Decisamente troppo. Il taxista sta ancora aspettatando i miei soldi”