«Obbedire a chi ci vuole bene, studiare, fare sport, non mollare»: sono le quattro regole che l’alpinista Marco Confortola ha dettato ai ragazzi delle classi quarte e quinte del Setificio Paolo Carcano.
Un Confortola che è stato chiamato come motivatore in un evento voluto dalla Fondazione Setificio.
L’incontro fa parte del progetto “Allenarsi per il futuro” contro la disoccupazione giovanile; di fatto per i giovani studenti è stata una vera e propria sessione di coaching motivazionale, e ha toccato valori come l’autostima, il carisma, la resilienza.
Confortola ha raccontato ai ragazzi presenti la sua personale esperienza: nel 2009, dopo aver raggiunto la vetta del K2, rimase bloccato per una notte a 8.300 metri.
Durante questo drammatico bivacco ben undici alpinisti che erano con lui morirono. Lui sopravvisse ma, ricoverato per i congelamenti riportati, subì l’amputazione di tutte le dita dei piedi.
Nonostante questa grave menomazione e i pareri pessimistici dei medici, l’alpinista non si è perso d’animo e, con fatica, allenamento e determinazione, è tornato a scalare grandi vette. Nel suo curriculum, doveroso ricordarlo, ci sono i più importanti “8.000”. Il primo fu l’Everest nel 2004; l’ultimo il Makalu, quest’anno.
Prendendo spunto dall’esperienza sul K2, lo scalatore ha spronato i ragazzi a non farsi demoralizzare dalle difficoltà: «Non bisogna mai piangersi addosso, ma bisogna trovare la voglia di inseguire le proprie passioni con impegno e caparbietà. Voi siete importanti, voi siete il futuro del mondo», ha concluso.
Massimo Moscardi