altIl riconoscimento
Un po’ di delusione per l’assenza forzata di Eddy Merckx – tornato in Belgio per i funerali dei bambini che hanno perso la vita nell’incidente stradale in Svizzera – e tanti applausi per Fiorenzo Magni.
Nel vicino Canton Ticino è stata celebrata l’edizione 2012 del premio “Mendrisio d’Oro”, uno tra i più importanti riconoscimenti mondiali del ciclismo.
Quest’anno, in occasione del 40° anniversario dell’attesissimo evento, la giuria ha scelto di destinare l’ambito trofeo a

due protagonisti del passato. Per questo motivo sono stati scelti Merckx, primo vincitore del premio, e Magni, da sempre presidente della giuria.
Per Magni ci sono stati scroscianti applausi e un doveroso tributo con le belle parole del giornalista Angelo Zomegnan e del patron del “Mendrisio d’Oro”, Renzo Bordogna.
Una serata all’insegna dell’amarcord, in cui sono stati proiettati filmati del passato, dedicati ai Mondiali di ciclismo disputati nella città elvetica nel 1971, con una carrellata dei personaggi che hanno vinto il premio in questi anni, tra cui Bernard Hinault, Tony Rominger, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci, Francesco Moser, Giuseppe Saronni, Felice Gimondi, Miguel Indurain, Greg Lemond, Cadel Evans, Fabian Cancellara, Oscar Freire e Lance Armstrong.
È stato doverosamente tracciato un ritratto anche di Merckx, che da parte sua ha comunque promesso che sarà nella città ticinese il prossimo anno.
Tra i momenti più belli della serata, quello in cui il patron Bordogna ha voluto ricordare la storia del riconoscimento, nato nel 1972 per celebrare i Mondiali di ciclismo del 1971. Non senza commozione, soprattutto nel ricordare i suoi collaboratori dell’epoca – lo stesso Bordogna fu il presidente del comitato organizzatore – che oggi non ci sono più.
E sul palco, poi, al suo fianco sono saliti per una foto di gruppo proprio i “reduci” di quella esperienza. Per chi ha vissuto l’evento, il ricordo è sempre vivo, anche perché, secondo molti addetti ai lavori, quello fu uno dei campionati del mondo più belli della storia.

Massimo Moscardi

Nella foto:
La premiazione di Fiorenzo Magni, tra i tanti applausi di amici, appassionati e addetti ai lavori