Doping al Giro: Santambrogio patteggia quattro mesi

La vittoria di Mauro Santambrogio a Bardonecchia al Giro 2013 La vittoria di Mauro Santambrogio a Bardonecchia al Giro 2013

Mauro Santambrogio, ciclista di Cremnago di Inverigo professionista dal 2004, ha patteggiato ieri mattina la pena di 4 mesi (più 3mila euro di multa) per aver infranto – secondo la Procura – la legge del 2000 sulla «Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping». Con lui, ha patteggiato anche chi avrebbe procurato l’Epo (eritropoietina), ovvero un comasco di 44 anni che ha ottenuto con il pm Mariano Fadda l’accordo sulla pena a un anno e 8 mesi (4mila euro di multa). La decisione è stata ratificata ieri mattina davanti al giudice dell’udienza preliminare, Maria Luisa Lo Gatto. La legge punisce infatti (articolo 9) chi «procura ad altri, somministra, assume o favorisce comunque l’utilizzo di farmaci o di sostanze» dopanti idonee «a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo, al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti». La vicenda era emersa il 3 giugno del 2013 nel corso di un controllo al Giro d’Italia in cui Santambrogio fu trovato positivo. Le indagini partirono in quella occasione – condotte dai Nas di Firenze – e arrivarono a ricostruire il giro dell’Epo fino a risalire al presunto fornitore della sostanza che, tra l’altro, avrebbe modificato alcune ricette mediche (con i dottori all’oscuro di tutto) pur di recuperare il doping da immettere sul mercato nero.
Da qui le contestazioni della Procura di Como e l’approdo in aula del fascicolo che ieri è stato trattato dal Gup che ha chiuso la vicenda con il doppio patteggiamento. Le pene in entrambi i casi sono sospese.

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