Il direttore generale del Calcio Como, Diego Foresti, nella conferenza stampa della scorsa settimana aveva detto: «C’è stato molto fermento negli ultimi giorni, più di tutto il tempo precedente». Il riferimento era ovviamente ad eventuali acquirenti interessati al club azzurro. E in effetti i segnali che arrivano in queste ore dalla città invitano – se non all’ottimismo, in quanto stiamo sempre passeggiando sull’orlo di un precipizio – ad abbozzare un sorriso.

Sarebbero diversi i gruppi (e non solo italiani) che nelle ultime ore avrebbero fatto intendere a chiare lettere l’intenzione di partecipare finalmente all’asta fallimentare, che nel frattempo è stata fissata. Ora, come al solito, rimane il passaggio “tra il dire e il fare”, ovvero il mettere tutto nero su bianco e consegnare la benedetta busta nelle mani del giudice Marco Mancini. Ma, rispetto alla calma piatta di qualche settimana fa, quanto appena scritto sembra già un bel segnale. Ed è bello pensare che a tutto questo possano aver contribuito pure le ottime prestazioni della squadra, in esercizio provvisorio da mesi eppure ad occupare un sesto posto in classifica che, se mantenuto, porterebbe ai playoff promozione in B.

Le date dell’asta, dicevamo: la soluzione scelta dal giudice e dal curatore fallimentare Francesco Di Michele è stata quella di fissarne due, una vicina all’altra. La prima sarà, come anticipato (ma ora c’è anche l’ufficialità) il 14 marzo, con limite per la consegna delle buste alle ore 12 del giorno precedente. La base è stata fissata a 302mila euro. Nel caso dovesse andare deserta anche questa terza possibilità (le prime due erano state a dicembre e a gennaio), l’ultima chance arriverà due giorni dopo, il 16 marzo, con un ulteriore ribasso a 225mila euro. E anche in questo caso il termine per la consegna delle buste sarà posto alle ore 12 del giorno precedente. A questo punto sarà anche interessante – se fosse vero l’interesse manifestato in questi ultimi giorni per il club – scoprire la strategia delle eventuali (e presunte) cordate vicine al Calcio Como. Se cioè sceglieranno di presentarsi alla seconda data rischiando di far andar deserta la prima, oppure se romperanno subito gli indugi.

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