Il tagliando antifrode fa il suo esordio nelle elezioni di domani (foto Antonio Nassa)

Il tagliando antifrode fa il suo esordio nelle elezioni di domani (foto Antonio Nassa)

Molti ricorderanno le scene di Gomorra con i guaglioni delle cosche fuori dai seggi che consegnavano agli elettori schede già votate da mettere nell’urna. Uno stratagemma che il Rosatellum tenta di contrastare con l’introduzione del cosiddetto “tagliando antifrode”.

Dopo la verifica dei registri, al cittadino saranno consegnate schede diverse dal passato. Schede sulle quali è incollato un codice progressivo alfanumerico generato da un computer e riportato su un tagliando di carta.

Questo codice viene annotato sul registro e verificato dal presidente di seggio nel momento in cui l’elettore esce dalla cabina e riconsegna la scheda. La legge – anche quella precedente – ha sempre vietato al cittadino di inserire la propria scheda nell’urna. Una regola non troppo rispettata e anzi violata sistematicamente dai leader di partito ripresi dalle telecamere.

Con l’introduzione del tagliando antifrode, il presidente di seggio dovrà controllare la corrispondenza tra il numero del tagliando e il bollino sulla scheda e l’elettore dovrà per forza rinunciare al brivido di inserire il proprio voto nelle urne. Il presidente di seggio, dopo aver staccato il talloncino dalla scheda confronterà il codice con quello annotato sul registro e soltanto dopo potrà finalmente imbucare la scheda. Una manovra forse un po’ complicata che dovrebbe però evitare il ripetersi di possibili brogli. L’unico inconveniente riguarda ovviamente la segretezza del voto. Le schede dovranno essere inserite nelle urne soltanto dopo aver staccato il bollino antifrode.

Sarà quindi importante che l’elettore verifichi a sua volta che il presidente di seggio completi l’operazione sul talloncino prima di far sparire la scheda nell’urna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*