elisa_perin_autore_smallL’AUTORE
Elisa Perin, dall’arredo al fashion design
Elisa Perin (nella foto, click per ingrandire) nasce a Cantù nel 1988. Conseguito il diploma in Architettura e Arredo all’Istituto d’Arte di Cantù, prosegue gli studi universitari in Fashion Design. La sua tesi “Trend Book per gli accessori primavera/estate 2011” è stata esposta al MIPEL (Salone internazionale della pelletteria) e presso LP Fashion Studio a Milano. Successivamente espone presso la fiera Lineapelle a Bologna sul tema della moda eco-sostenibile. Inizia così a sviluppare capacità artistiche e creative, prediligendo la lavorazione manuale. Sue opere sono state esposte in collettiva con il Gruppo Quartodecimo.

elisa_perin_opera_smallL’OPERA
Texture d’acqua
Disegnare con la macchina da cucire. Suggestiva e simbolica la scelta di Elisa Perin che si è indirizzata verso un’arte in cui si compendiano il “saper fare” dell’artigiano (quell’alta sartoria che sta riprendendo piede) e il pensiero concettuale, il ragionare su forma e bellezza. Dalla sperimentazione con scarti di cuoio e tessuto, dal lavoro sul filo nascono i suoi lavori. Elisa Perin de-struttura gli elementi per realizzare texture che stimolano la percezione dell’osservatore. Affascinata dal mondo del textile design, Elisa nobilita tessuti semplici, creando sopra di essi superfici grafiche e concettuali disegnate direttamente con  la macchina da cucire. Fonte d’ispirazione è sempre la natura con le sue forme, i sui colori le impressioni visive che suscita. È il caso dell’opera  “Lago – superficie in movimento, regolarità armonica” in cui le increspature del lago sono inserti di pelle contenuti in uno spazio delimitato; un distallato d’acqua, fatto di movimento, energia, colore.
Ha scritto Gillo Dorfles in La seduzione degli oggetti: «Il preconcetto di considerare le cosiddette arti applicate come appartenenti a un gradino gerarchico inferiore rispetto a pittura e scultura ha dominato incontrastato buona parte del secolo scorso. Oggi nonostante l’affermarsi – più che giustificato – della meccanizzazione e industrializzazione, nonostante il sempre più intenso intervento dell’elettronica anche in campo artistico (computer art, video art, realtà virtuale…) si è finalmente riscoperto l’aspetto benefico di una attività manuale e comunque di una interferenza costante tra l’uomo e l’oggetto con la presenza del “fatto a mano” nei più svariati settori artigianali: dalla ceramica al legno, dal marmo al vetro, al ferro, al cuoio…».
Katia Trinca Colonel

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