ernesto_coter_autore_smallL’AUTORE
Ernesto Coter Dal Pacifico al lago
Una vita da romanzo iniziata a Bergamo
Ernesto Coter (nella foto, click per ingrandire) è nato a Bergamo nel 1936, ed è figlio dello scultore Costante Coter (1899-1971). Fin dal 1955 ha esposto in numerose
mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Dal 1972 il maestro si stabilisce nell’arcipelago delle Samoa, nel Pacifico, dove esegue lavori su commissione del governo e delle comunità religiose delle isole, con vetrate, mosaici e sculture. Dal 2003 si trasferisce a Soriano sul Lago di Como, tra Rezzonico e Cremia, sull’Antica Via Regina, dove vive e lavora.
Ha avuto un intenso sodalizio con il poeta visivo e “land artista” Gianpietro Fazion, soprattutto a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta.

 

ernesto_coter_opera_smallL’OPERA
Trent’anni di Polinesia
insegnano ad amare l’anima della natura
Ci vorrebbe un romanzo per raccontare la vita di Ernesto Coter, pittore lirico e viaggiatore. Proviamo  la via più semplice, attraversare i suoi lavori pittorici. Lame di luce che svelano specchi d’acqua, fendono nebbie e vapori, improvvisi turbamenti atmosferici, quinte verdeggianti.  A più di dieci anni dal ritorno dalle Samoa, Coter prosegue sul lago la sua esplorazione pittorica del paesaggio. Le sue opere, spesso di grande dimensione,  sono prive di coordinate geografiche e temporali. Ma a ben vedere, qualcosa si è fuso tra memoria della Polinesia e atmosfere lacustri, in queste tele, dando vita a nuove opere che vibrano nell’aria diafana e nel silenzio delle valli e del Lario. Profezia visiva? Istintiva adesione a un paesaggio avvertito sempre e comunque,  come supremo interlocutore? «Qui non resta che cingersi intorno il paesaggio» dice in un verso Andrea Zanzotto.
Coter, moderno Gauguin  in bilico tra Conrad e Stevenson, ha vissuto l’esperienza trentennale delle Samoa, sinonimo di natura incontaminata. Vi ha creato una scuola di Belle Arti e guidato il “Pacific Festival of Arts”. E oggi il suo alfabeto pittorico prosegue in Altolago, a Soriano, dove tornano ad agire influenze e miti: Turner e Friedrich nell’arte, in letteratura Manzoni e Fogazzaro. Il Pacifico abitato da  indigeni di antica stirpe da ammirare in estasi è stato sostituito da nevai e disgeli sui monti, dove lo sguardo può ancora essere puro (nella foto, un dipinto dal  trittico Tre aspetti della primavera, acrilico su tela del  2008). Immergendosi nella natura, o in ciò che ne rimane. Curiosamente, proprio a Soriano  ricerche archeologiche lungo l’Antica Regina hanno portato alla scoperta di rocce incise in epoca preistorica su un promontorio tra  Santa Maria di Rezzonico e Cremia. Altri segni ancestrali, che accrescono il  mistero.

GALLERIA  (clicca su una immagine per visitare la Galleria)