Secondo le indagini, tentarono di estorcere alla moglie e al figlio del boss – nel frattempo finito in carcere per altri motivi – quattro auto d’epoca e pure la casa, per cui pretesero il ricavato della vendita. Quattro indagati si trovano ora nei guai – tre di loro per la verità erano già stati arrestati in seguito ad altri gravi fatti di cronaca – e dovranno difendersi dall’accusa di tentata estorsione in concorso. Si tratta di un marianese di 46 anni, di un comasco di 56 anni, di un 41enne di Lomazzo (l’unico non detenuto) e di un 48enne originario di Enna.

I fatti risalgono al 2014 quando la moglie e il figlio dell’ex boss arrestato, furono avvicinati a Lurate Caccivio e “invitati” a cedere gratuitamente ad una società amica quattro auto d’epoca, una Alfa Romeo “Spider”, una Fiat 1100, una Autobianchi “Bianchina” e una Alfa Romeo “Giulietta”. Pressioni fatte con minacce rese credibili – secondo la Procura – dal fatto che i protagonisti appartenevano ad ambiti delinquenziali ritenuti vicini alla criminalità organizzata che imperversava nel Comasco.