Federico Canobbio-Codelli

federico_canobbio_codelli_autore_smallL’AUTORE
Federico Canobbio-Codelli, pittore dei ghiacciai e filosofo della scienza
Federico Canobbio-Codelli (nella foto, click per ingrandire) è nato nel 1947, e si è specializzato in Filosofia della Scienza all’Università Cattolica di Milano. Dal 1987 al 2001 è stato direttore del Centro di Cultura Scientifica “Alessandro Volta” di Como e dal 2001 al 2006 è stato development manager delle Relazioni Internazionali al Politecnico di Milano. Ha tradotto per Mondadori,  Boringhieri e Adelphi opere di divulgazione scientifica, filosofia ed epistemologia. Della sua attività artistica testimoniano numerose mostre in Italia e all’estero e il volume di Chasper Pult e Carlo Bertelli “L’Engadina nelle vedute di Federico Canobbio-Codelli” (Valentina, Milano 2005). Nella foto, l’artista nella sua più recente personale “In montagna” a St.Moritz lo scorso agosto con Gioconda Segantini, nipote del grande pittore dell’Engadina.

federico_canobbio_codelli_opera_smallL’OPERA
Montagne dipinte con l’anima
Lorenzo Morandotti
«La natura non ha posto niente così in alto che non possa essere raggiunto dal valore». Così  Alessandro Magno sprona i suoi, nel racconto di Curzio Rufo. E  se  il valore è una categoria dell’estetica e non solo dell’etica,  si coglie in tutta la sua profondità lo sguardo sui paesaggi d’alta quota  del comasco Federico Canobbio-Codelli. Una festa di colori e segni fatta di forme solenni e rigorose, inni a ghiacciai silenziosi, rocce, boschi e vento che grida. Scevra di romanticismi nostalgici, perché quello sguardo è  miracolosamente tornato vergine in virtù di un innamoramento mistico per madre natura. Ha lasciato dietro di sé ogni condizionamento. Immergetevi in questo “Torrente al Passo del Bernina”,   pastello su cartoncino di rara finezza: ne uscirete rigenerati. L’estrema precisione nella resa dei  particolari non è esercizio di virtuosismo in quanto l’autore,  pittore e filosofo della scienza e quindi della natura, si pone in ascolto della voce del mondo,  accetta «la sfida di avvicinarsi a ciò che è ignoto», come sottolinea Chasper Pult presentando una  recente mostra di Canobbio-Codelli a St.Moritz.
L’anima delle montagne  – quelle che abbracciano da Nord il territorio lariano –  la percezione del loro respiro più segreto e misterioso, che atterrisce e attrae insieme, è la perenne bussola del pittore lariano, che non si è cimentato solo con l’amata Engadina di Segantini e Giacometti, ma anche con remoti quanto affascinanti paesaggi dell’Australia e della Terra del Fuoco, condividendo tra l’altro i viaggi avventurosi del naturalista Luca Novelli sulle tracce di Charles Darwin. L’insigne storico dell’arte Carlo Bertelli ha notato che nelle vedute di Canobbio-Codelli si percepisce l’ispirazione di una «tradizione lontanissima»: è l’antica e aristocratica pittura cinese del XII secolo, di cui il comasco coglie «la struttura mentale», «guardandola senza esotismi né calligrafie».

GALLERIA  (clicca su una immagine per visitare la Galleria)
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