In viale Geno è tornata la vecchia ordinanza per l’accesso durante le sere di venerdì e sabato, ma il problema è rimasto. Viabilità al collasso, accesso impossibile anche per i residenti, invitati in alcuni casi dalle forze dell’ordine ad avere pazienza e, al limite, a parcheggiare l’auto e raggiungere a piedi l’abitazione.
Come ogni anno il tema del lungolago di levante, a fondo cieco, torna sul tavolo dei responsabili della Viabilità a Palazzo Cernezzi. La questione era stato affrontata la prima volta dalla giunta Botta, anno 1995, delibera dell’esecutivo n. 945. Per valorizzare la zona di indiscusso pregio turistico è stato imposto l’accesso da giugno a settembre solo per parcheggiare e fino all’esaurimento degli stalli.
L’ordinanza ha fatto per anni il suo lavoro, pur con qualche ingorgo. Lo scorso anno invece non era stata invece applicata. Risultato, caos completo all’inizio di luglio e provvedimenti tampone. Dallo scorso 2 giugno si è tornati all’antico. Lo stop proseguirà fino al 24 settembre. Il problema è che l’ordinanza vale dalle 19 alle 24. E se già vent’ anni fa la movida in viale Geno proseguiva ben oltre quell’ora, oggi i locali sono decuplicati, i tavolini probabilmente sono oltre mille e nessuno vuole lasciare il panorama del Lago di Como come Cenerentola, ovvero prima di mezzanotte.

Ecco così che allo scoccare del dodicesimo rintocco cessano i controlli per accedere a viale Geno e iniziano i problemi. La scorsa settimana, come detto, gli agenti della Questura di Como hanno dovuto chiudere per alcuni minuti i varchi a causa della paralisi viabilistica e per consentire l’accesso di un mezzo di soccorso. Con un simile afflusso di persone e una concentrazione così elevata di locali pubblici il problema è all’ordine del giorno e le auto transitano a pochi centimetri dai tavolini.
«L’ordinanza è attiva ormai da due weekend, ma non è sufficiente – spiega il comandante della polizia locale di Como, Donatello Ghezzo – si tratta di una zona della città frequentatissima nelle ore serali. Stiamo provando con la limitazione degli accessi solo a chi può parcheggiare, ma per varie ragioni non si ottiene il risultato sperato».
Una delle ragioni è l’orario fino a mezzanotte.
«Sicuramente andrà ripensato il termine dell’ordinanza – dice Ghezzo – il problema andrà subito messo sul tavolo della prossima amministrazione comunale».
Con il ballottaggio alle porte, insomma, è difficile pensare a correttivi immediati.

«Potrebbe essere l’occasione per intensificare ulteriormente un tipo di attività in città – dice ancora il comandante – ma si tratta di una scelta anche politica, che dovrà prendere l’amministrazione». Almeno per i prossimi due weekend chi vive o si vuole recare in viale Geno si armi di pazienza. Se sarà bel tempo meglio raggiungere il lungolago a piedi e godersi il panorama dall’affollato marciapiedi.
Al problema squisitamente viabilistico, in viale Geno, si unisce poi quello del degrado e dell’incuria, come dimostrano le immagini scattate ieri dal nostro fotografo.
Incuria e scarso livello di civiltà, con immondizia abbandonata in pieno giorno, rottami di biciclette e moto parcheggiate nel bel mezzo del percorso pedonale. Altre questioni sul tavolo della prossima giunta di Como.
Paolo Annoni