Fusioni, negli ultimi 15 anni sono scomparsi 12 Comuni

Il Lago di Como dall'alto

Voglia di fusione in riva al Lario. L’ultimo esempio è quello degli abitanti di Lanzo Intelvi, Pellio e Ramponio Verna che domenica scorsa hanno approvato a larga maggioranza la fusione dei loro tre comuni in una nuova, unica, realtà amministrativa che si chiamerà Alta Valle Intelvi. Questo, infatti, è il nome scelto dalla maggioranza dei cittadini che si sono recati alle urne (le altre opzioni erano Belvedere d’Intelvi e Altopiano d’Intelvi). Nei tre comuni intelvesi ha votato il 52,5% degli aventi diritto; il 66% dei votanti (927 su 1.402) ha detto sì alla fusione.
Dalla mappa amministrativa del Lario altre tre realtà sono dunque destinate a scomparire per lasciare posto al nuovo comune di Alta Valle Intelvi. Negli ultimi 15 anni sono stati numerosi i casi di riorganizzazione degli enti locali della provincia di Como.
Nel 2002 dall’unificazione di Sant’Abbondio e Santa Maria Rezzonico è nato il comune di San Siro. Nel 2011 è stata la volta della fusione di Consiglio di Rumo, Germasino e Gravedona che hanno dato vita al nuovo comune di Gravedona ed Uniti, in Altolago.
Due anni fa, nel dicembre del 2014, sono state costituite tre nuove realtà amministrative: Colverde, fusione di Drezzo con Parè e Gironico; Tremezzina, comune sorto dall’unificazione di Ossuccio, Lenno, Mezzegra e Tremezzo; Bellagio, nato dall’unione della Perla del Lario con Civenna.
Dal prossimo anno, inoltre, diventerà operativa anche la fusione per incorporazione di Cavallasca nel comune di San Fermo della Battaglia (che manterrà questo nome), votata dalla maggioranza dei residenti che si sono recati alle urne il 9 ottobre scorso.
Facendo i conti, in 15 anni la mappa del Lario ha perso 12 comuni, visto che alle 19 realtà originarie si sono sostituiti presto 7 nuovi comuni (in un paio di casi mantenendo la denominazione iniziale): San Siro, Gravedona ed Uniti, Colverde, Tremezzina, Bellagio e, ultimi in ordine di tempo, San Fermo della Battaglia e Alta Valle Intelvi.
Non sempre però, come avvenuto in questi casi, i cittadini chiamati a votare sì o no ai progetti di fusione dei loro comuni hanno risposto positivamente. Sempre nel dicembre del 2014, nella stessa giornata in cui i residenti hanno detto sì a Colverde, Bellagio e Tremezzina, sono state bocciate altre quattro unificazioni: quella di Porlezza, Valsolda, Claino con Osteno e Val Rezzo, la fusione di Menaggio con Plesio, Grandola ed Uniti e Bene Lario, il “matrimonio” di Pianello del Lario con Musso e l’unione di Faloppio, Ronago e Uggiate Trevano.
Vi è poi un’altra proposta in lizza, quella della fusione dei comuni rivieraschi di Maslianico, Cernobbio, Brienno, Moltrasio, Carate Urio e Laglio, per dar vita alla Riva Romantica. Un’idea lanciata l’anno scorso dal primo cittadino di Cernobbio, Paolo Furgoni, che non ha però trovato consenso unanime da parte degli altri sindaci interessati e per il momento è rimasta sulla carta.
Le fusioni, però, in generale hanno prodotto effetti benefici, almeno secondo i sindaci.
«Il bilancio è positivo al 95% – afferma Fiorenzo Bongiasca, primo cittadino di Gravedona ed Uniti – Dal punto di vista amministrativo non soltanto i risparmi sono stati rilevanti, ma anche i servizi sono diventati più efficienti. Certo, qualche lamentela è rimasta, soprattutto nelle aree più periferiche. Ma se prendiamo in considerazione Germasino, prima gli abitanti potevano contare su una sola impiegata che ovviamente non poteva sapere e fare tutto, inoltre l’ufficio tecnico era aperto soltanto per due ore alla settimana. E poi vi è il grande tema degli investimenti: noi abbiamo vinto due bandi nazionali per l’edilizia scolastica, ottenendo soldi per costruire una nuova scuola elementare e per ristrutturare e ampliare le medie. Se non ci fossimo fusi insieme, non avremmo ottenuto quei fondi».
Concorda sui vantaggi anche Pierluigi Mascetti, sindaco di San Fermo, comune che a inizio anno incorporerà ufficialmente Cavallasca. «La nostra è stata una scelta maturata insieme, i benefici saranno per entrambi gli attuali comuni, per San Fermo e per Cavallasca. Si ridurranno le spese e verranno ottimizzate le risorse, a partire dal personale. Il prossimo 22 dicembre il consiglio regionale emanerà il decreto per procedere alla fusione per incorporazione, che sarà operativa a inizio anno».

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