Un ateneo competitivo, «attrattivo», «che mette anima e cuore per rimanere sul territorio e per non essere la brutta copia della Statale di Milano», capace di competere sul mercato della conoscenza grazie all’apertura internazionale e all’interdisciplinarietà. Coniugando studi giuridici e studi economici. E offrendo un ampio spettro di momenti di approfondimento culturale aperti alla città.

Ne è convinta Barbara Pozzo, che dirige il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture (Didec) dell’ateneo lariano-varesino. Che chiede però alla città di Como di essere «più propositiva» nei confronti di una realtà, quella universitaria, «che nei fatti ha dimostrato di aprirsi alla città e di volersi ancor più di prima radicare in essa, dando ascolto alle esigenze del territorio».

Mentre sul fronte del Politecnico Como ormai sembra un fronte perso e tira aria di smobilitazione generale, l’Insubria insomma rilancia alla grande. «Abbiamo 600 matricole in tutto – 140 quelle di Giurisprudenza – un rapporto tra docente e allievo sicuramente più su misura rispetto a università abituate ai grandi numeri come Milano. Ormai è da sfatare il mito dell’università comasca come ateneo di serie B, anzi noi ci consideriamo trampolino di lancio ideale per gli studenti che vogliono guardare all’estero. Stiamo ad esempio concludendo una convenzione con l’università di Nantes».

Ma si preparano anche i frontalieri del diritto: «Sta per partire il corso di perfezionamento che preparerà all’esame per diventare avvocato in Svizzera, con docenti elvetici che insegnano in lingua italiana. Un corso che potrà interessare anche studenti svizzeri, dato che in Canton Ticino non c’è un’università che insegna giurisprudenza» dice Barbara Pozzo, che all’Insubria è professore ordinario di Diritto Comparato. «Sempre nell’ottica della massima apertura internazionale, intendiamo proporci con maggior forza alle potenziali matricole degli istituti superiori che adottano l’Esabac, ossia che permettono attraverso un unico esame di conseguire due diplomi contemporaneamente: l’Esame di Stato italiano e il Baccalauréat francese. Nel Comasco basti citare gli istituti Giovio e Terragni, ma amplieremo la proposta a tutta la Lombardia.

Va ricordato che l’Insubria offre a chi vive un’esperienza con l’Erasmus un incentivo di 200 euro, da aggiungere alla borsa di studio standard. Mi sembra una bella opportunità da sfruttare. Inoltre il programma di mobilità studentesca che già attiviamo con cinque città francesi, intendiamo ulteriormente accelerarlo con partner inglesi qualificati» dice la docente. «Inoltre vogliamo sempre più legare gli studi di diritto e quelli di economia – aggiunge la professoressa Barbara Pozzo – proprio in virtù dell’approccio multidisciplinare dell’offerta formativa che consente – tra l’altro – di ottimizzare le connessioni fra le discipline giuridiche, economiche, sociali e linguistiche. Rendiamo possibile integrare i percorsi didattici, anche per venire incontro alle esigenze di un tessuto produttivo come quello del territorio lariano che ha bisogno di esperti sia nel diritto che nell’economia, ad esempio in terreni particolarmente sensibili come la proprietà industriale – si pensi al tessile e al legno-arredo – la difesa delle opere d’ingegno e del diritto d’autore. Presenteremo tali prospettive didattiche a tutti gli istituti interessati. E il 4 aprile la nostra giornata dedicata all’orientamento sarà in chiave internazionale».

Tra le prossime iniziative, la collaborazione con l’Autorità di Bacino e la Camera di Commercio di Como per uno studio che analizzi l’impatto dei cambiamenti climatici sul turismo lariano. Una serie di osmosi possibile, anzi auspicabile, per rendersi competitivi sul mercato del sapere. Intanto lunedì prossimo l’Insubria vivrà l’inaugurazione dell’anno accademico 2016-2017, con le relazioni del rettore Alberto Coen Porisini e di Giuseppe Colangelo, prorettore, alle 11 nel Chiostro di Sant’Abbondio.