giovanna_gadda_autore_smallL’AUTORE
L’autrice Giovanna Gadda, allieva a Salisburgo del grande Vedova
Giovanna Gadda (nella foto, click per ingrandire) è nata a Sesto San Giovanni nel 1930. Dopo gli studi classici, ha frequentato il Liceo Artistico di Brera e si è diplomata in scenografia. Dopo esperienze in televisione con Memo Benassi e al teatro dell’Angelicum con Salvo Randone ed Elena Zareschi, nel 1968 studia pittura a Salisburgo con Emilio Vedova, alla scuola internazionale Kokoschka. Nel 1982 vince il concorso di pittura patrocinato dall’Accademia di Brera e dal Comune di Gorla Maggiore (Varese). La sua mostra su Plinio il Vecchio è ospitata alla galleria “Il Salotto” di Como di Michele Caldarelli, in via Carloni 5/c.

giovanna_gadda_opera_smallL’OPERA
«Io mi sento l’erede di Plinio il Vecchio, l’erudito di origine comasca che morì per la scienza e con la sua Naturalis historia ha proseguito uno studio di conoscenza del creato che è partito già con il poeta Empedocle». Così due anni or sono, al liceo classico “Alessandro Volta” di Como, si era espresso l’autore del celebre romanzo Padre padrone (che l’anno prossimo festeggerà il quarantennale), lo scrittore sardo Gavino Ledda. Nei luoghi di una dura infanzia nella natia Siligo (patria anche della cantante Maria Carta), da tempo Ledda coltiva il sogno di un “parco letterario” ricco delle essenze vegetali tipiche del Mediterraneo. E lo vorrebbe intitolare proprio a Plinio. Di cui oggi siamo in effetti tutti eredi. In sintonia con l’antico erudito lariano – martire della scienza che morì durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. – si muove anche Giovanna Gadda. In un ciclo recente, Storie naturali. Vicende di animali e altre cose, indaga simboli della natura in una perenne nuvola di colore rosa. Le sue forme pittoriche sembrano nate, con lo sguardo leggero e curioso di una perenne bambina, per diretta gemmazione dalle pagine della Naturalis historia, festa disneyana dove si spalanca una brulicante e spettacolare zoologia fantastica, un circo delle meraviglie dove accanto a digressioni, aneddoti e favole, ci sono verità confermate oggi dalla scienza. Così è anche il mondo della Gadda, ricco di presenze zoomorfe e vegetali che paiono riprendere vita e forma per forza di segno. Una lezione di ecologia dello sguardo che lascia fuori tutto, fuorché l’essenziale.

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