Foto dal sito ufficiale giulioandreotti.org

Un romanzo di Giulio Andreotti di nuovo ambientato sul Lago di Como. Dopo “I minibigami”, pubblicato nel 1971, ora tocca a “Il buono cattivo”. Quest’ultima era un’opera conservata negli archivi del politico scomparso nel maggio del 2013 e che è stata recentemente scoperta dalla figlia Serena. Una vicenda che si svolge, in entrambi i casi, in una piccola pensione sulle sponde del Lario. E anche i protagonisti sono gli stessi.
“I minibigami” era «un saggio sulla disciplina matrimoniale della Chiesa, durante il dibattito sull’introduzione del divorzio» come spiega il sito giulioandreotti.org.
Poco, invece, si sa, su “Il buono cattivo”, che sarà pubblicato in novembre da “La nave di Teseo”. Serena Andreotti, in una intervista al “Corriere della Sera” ha spiegato che era stato il padre a optare per la non pubblicazione in un «clima di tensione» dopo la vittoria dei favorevoli al divorzio nel referendum del 1974.
Giulio Andreotti (1919- 2013), uno dei personaggi più longevi e discussi della Prima Repubblica, politico di lungo corso, più volte ministro e per sette volte capo del governo, aveva stretti legami sul Lario. Non è quindi un caso che per le sue storie abbia scelto proprio l’ambientazione del Lago di Como.
Non mancava, di tanto in tanto, di fare visita a un amico imprenditore che abitava a Moltrasio e, assieme alla moglie Livia, partecipava alla messa domenicale nella chiesa parrocchiale di Cernobbio.
Proprio il 5 maggio del 1988, mentre era ministro degli Esteri, fece un bagno di folla in un albergo di Como. Accolto da un applauso, Andreotti ne collezionò altri sette nel suo discorso di un’ora scarsa.