© | . .

© | . .

Per molti Crosby, Stills, Nash & Young rappresentano l’inizio di un’era musicale irripetibile.
Sul finire degli anni Sessanta, dopo le rispettive esperienze con i Byrds, i Buffalo Spriengfield e per l’inglese Graham Nash con gli Hollies, i tre, ancora privi di Neil Young, che arriverà solo qualche mese più tardi in occasione del Festival di Woodstock, si mettono insieme per pubblicare l’omonimo debutto Crosby, Stills & Nash.
Con Déjà Vu, il quartetto si ricompone anche in studio per poi firmare con 4 Way Streets uno degli album live più importanti della storia del rock. Siamo solo nel 1971, nei decenni a venire i magnifici quattro si prenderanno e lasceranno moltissime volte. I litigi sono ancora oggi all’ordine del giorno, non ultimo quello di David Crosby che non le ha mandate a dire a Neil Young. E anche con Nash – che arriverà in concerto al Teatro Sociale di Como insieme al chitarrista e produttore Shane Fontayne il prossimo 3 giugno, come era successo nel 2014 proprio a Crosby – i rapporti non sono al momento idilliaci.
Le fughe d’amore senili, prima di Young e poi di Nash, sembra abbiano incrinato nuovamente i loro rapporti. Ma Graham Nash sta comunque vivendo una stagione molto serena, e arrivato a 74 anni ha pubblicato un nuovo lavoro, il suo sesto album solista, che racconta di un artista e di un uomo che non vuole arrendersi all’età. Ma non solo.
This Path Tonight è un disco che parla dell’assumersi la responsabilità di cambiare totalmente vita, è una raccolta di canzoni a tratti buie e intimiste.
«L’inquietudine e il lato oscuro non appartengono al momento attuale che sto vivendo. Dopo aver divorziato dalla mia prima moglie dopo quasi 40 anni di matrimonio, contemporaneamente mi sono innamorato di una bella donna di New York e al momento il mio viaggio emotivo, che alcuni possono vedere come oscuro, a me appare luminoso».
Mississippi Burning è un brano che collega la storia del movimento per i diritti civili degli anni Sessanta con il momento che stanno vivendo gli afro americani?
«Il tema si riallaccia alla situazione politica che in quasi 50 anni non ho mai visto così folle. L’ipotesi che Trump possa diventare presidente degli Stati Uniti mi sembra terrificante. Trump scova e amplifica le paure che hanno le persone, chiamando stupratori tutti i messicani , impedendo ai musulmani di entrare negli Usa, proponendo di deportare 11 milioni di lavoratori illegali».
Bernie Sanders avrà possibilità di essere eletto?
«Sanders ha sicuramente ottime possibilità e sostiene e capisce la situazione del popolo, si rende conto che le disuguaglianze nel reddito delle persone sono terribili e che milioni di lavori sono delocalizzati in posti come India e Cina. Io lo sostengo».
Cosa ha significato lavorare a questo disco assieme a Fontayne?
«Shane è stato la seconda chitarra elettrica nei CS&N per 5 o 6 anni. Quando viaggiavamo lui condivideva con me le cose che scrivevo, ci piaceva farlo insieme. Abbiamo lavorato a 20 canzoni che abbiamo inciso in 8 giorni; stavamo in studio tutti insieme a registrare contemporaneamente, io lui e i musicisti, volevo che ogni cosa fosse più intima e personale possibile».
Golden Days è una canzone che parla di lasciare una band, di fare un ultimo concerto, della gente che sognava giorni migliori.
«Sì, ma solo in parte. Ci sono riferimenti alle mie vecchie band e ai nostri giorni giovanili. Ma adesso penso solo a me stesso e a questo nuovo disco di cui sono entusiasta, lo sto presentando in tutto il mondo. Sto facendo la promozione di questo lavoro di cui sono molto fiero ad Amsterdam, Stoccolma, Amburgo, Berlino, Parigi, Milano e ieri Roma , poi andremo a Singapore e in Australia».
Nei tuoi prossimi concerti italiani oltre alle nuove canzoni cosa potremo aspettarci?
«Il tour ha già fatto molte date e il concerto inizia con Bus Stop degli Hollies per proseguire con il resto della mia musica, poi ci saranno canzoni rare come Marguerita».
Una volta Bob Dylan disse che Crosby, Stills, Nash & Young erano coloro grazie ai quali era stata fermata la guerra in Vietnam.
«In un certo senso Bob aveva ragione. Molti anni fa, quando facevamo i War Benefits (gli spettacoli per raccogliere fondi a favore dei reduci, ndr), se avessimo cambiato anche una sola persona, non sarebbe stato abbastanza?».
Maurizio Pratelli