Vincenzo Nibali sulla salita di San Fermo

Un boato, anzi due. Il primo quando lo speaker ha annunciato lo scatto di Vincenzo Nibali. Il secondo quando il campione siciliano è arrivato in solitaria sul lungolago e, come nel 2015, è giunto a braccia alzate sul traguardo di piazza Cavour, conquistando il suo secondo Giro di Lombardia. Una giornata baciata dal bel tempo, quella di ieri, che ha aiutato l’evento e la promozione del territorio comasco, con le immagini dei monti del Triangolo Lariano e del Lago di Como che hanno fatto il giro del mondo.

E alla fine ancora una volta in piazza Cavour ha vinto un campione, come è sempre accaduto a Como, un traguardo dove mai, nella storia del Giro di Lombardia, si è imposta una comparsa, un corridore che ha trovato il giorno fortunato della sua vita. Da quando l’arrivo è tornato in piazza Cavour, si sono affermati atleti del calibro di Damiano Cunego, Paolo Bettini, Philippe Gilbert e lo stesso Nibali.

Vincenzo Nibali dopo la conferenza stampa finale a Palazzo Terragni

Il territorio lariano – sarebbe riduttivo parlare soltanto della città – ha accolto la classica-monumento con grande affetto. Ali di folla hanno circondato i corridori sul Ghisallo e sul Muro di Sormano. A Civiglio – dove Nibali, come nel 2015 è scattato per andare a conquistare il successo – e a San Fermo in alcuni punti c’era talmente tanta gente che sembrava di vedere le scene del Giro d’Italia, quando i ciclisti scalano lo Stelvio o qualche montagna mitica. In città c’è stato fermento fin dal mattino per quello che è un grande evento, ma che poi, alla fine, è quasi un flash, perché i corridori arrivano nel giro di pochi secondi.

Poi ovviamente, i tempi sono più lunghi per la premiazione. Ma alla fine, come spesso capita, è stato anche il contorno a creare l’atmosfera della grandi occasioni. Inevitabili le ripercussioni sul traffico, comunque scontate in una giornata in cui bisognava fare i conti con una serie di chiusure. Ma alla fine il sorriso di tutti – compreso quello del sindaco di Como Mario Landriscina, e del prefetto Bruno Corda quando si sono complimentati con il vincitore – ha chiuso una giornata all’insegna del grande sport. Unico momento da brivido, la caduta sulla discesa verso Nesso del belga Laurens De Plus, portato in ospedale per accertamenti. All’inizio si temeva anche per la sua vita, ma poi le notizie giunte sulle sue condizioni sono state confortanti.

Autografi per il vincitore. Nella foto si riconoscono anche il sindaco Landriscina e il prefetto Corda

Un evento in cui anche l’unico comasco in gara, il 23 enne Davide Ballerini si è messo in luce, andando in fuga prima del Ghisallo. Sul Colle il suo tentativo è poi terminato, ma ancora una volta il talento canturino ha mostrato le sue qualità.

Vincenzo Nibali al traguardo ha preceduto con un buon margine il francese Julian Alaphilippe e l’altro italiano Gianni Moscon. Subito dopo la vittoria Nibali ha avuto un pensiero per il suo amico Michele Scarponi e ha annunciato che donerà la sua maglia  al Museo del Ghisallo. Poi, scortato da un folto numero di appassionati, ha raggiunto Palazzo Terragni. La sede del Comando provinciale della Finanza ha infatti ospitato la sala stampa e la conferenza del vincitore. «Mi sentivo meglio rispetto a due anni fa – ha detto il 33enne campione siciliano – Stavo bene, anche se sapevo che tutti mi avrebbero tenuto d’occhio, che mi aspettavano e che mi avrebbero marcato da vicino». «La mia fuga sulla discesa di Civiglio? Sicuramente la conoscevo meglio rispetto a due anni fa e l’ho affrontata con maggiore sicurezza», ha concluso Nibali.

Massimo Moscardi