Grandi mostre, Lugano punta su un cavallo vincente come Pablo Picasso – personalità magnetica capace di rappresentare lo spirito di un’epoca e di incarnare presso il grande pubblico l’immagine archetipica dell’artista moderno – mentre la città di Como resta orfana di mostre e sostanzialmente al palo.
Cioè in attesa che Villa Olmo (dove peraltro il maestro spagnolo fu protagonista 12 anni fa) torni agibile e si concretizzino i contatti tra il sindaco Mario Landriscina (cha ha la delega di assessore alla Cultura) con il critico Vittorio Sgarbi in vista di una collaborazione sul fronte appunto delle mostre in città.
La mostra su Picasso a Lugano si terrà nel museo “Masi” – il nuovo Museo d’arte della Svizzera italiana – all’interno del nuovo “Lac” sul lungolago e si intitolerà Uno sguardo differente.
Promette appunto una proposta espositiva diversa da quelle che nel corso degli ultimi anni sono state costruite attorno al geniale artista, uno dei simboli del Novecento. La mostra aprirà il 18 marzo e proseguirà fino al 17 giugno con la cura di Carmen Giménez. La mostra ospiterà circa 120 opere e sarà realizzata in collaborazione con il Musée Picasso di Parigi e «vuole gettare luce su alcuni degli aspetti meno noti dell’arte picassiana presentando opere sconosciute al grande pubblico, capaci di arricchire le convenzionali interpretazioni del maestro. La selezione dà risalto a sculture di rara bellezza e preziose opere su carta con l’obbiettivo di svelare il Picasso più intimo» come si legge sul sito del museo.
Inevitabile, pur a distanza di anni e in un altro contesto culturale, sarà il raffronto con la mostra di Como del 2005, Picasso. La seduzione del classico (la documentazione è sul sito web tuttora attivo grandimostre.com), con centotrenta opere tra dipinti, arazzi, incisioni e ceramiche provenienti da importanti musei internazionali e da collezioni private. Tra le opere, spiccava l’enorme sipario La deposizione del Minotauro in costume di arlecchino, del 1936, proveniente dal museo Les Abattoirs di Toulouse.