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| Omaggio a Giorgio Luraschi |
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| Giovedì 01 Settembre 2011 | |||
Personaggi - Domani anteprima del nuovo volume della “Storia di Como” dedicato alla città antica, che ospiterà l’ultimo saggio del professoreComo si appresta ad aggiungere un ulteriore tassello alla sua già ampia storiografia. Un tassello importante e polifonico, che riguarderà le origini della città lariana e della sua convalle. E che sarà anche un doveroso omaggio al professor Giorgio Luraschi, storico del Diritto e pioniere dell’archeologia lariana, scomparso il 6 luglio scorso. Il contributo di cui parliamo infatti ospiterà il suo ultimo scritto saggistico, dedicato alle radici della città che lo accolse nel 1945. impresa monumentale Un affresco a più voci, si diceva. Come l’intera struttura della “Storia di Como”, pubblicata dall’omonima editrice presieduta da Antonio Spallino, e di cui è parte attiva come “braccio operativo” imprescindibile la Società Archeologica Comense, fondata nel 1902. Domani alle 21 in piazza Cavour a Como la “Fiera del libro” ospiterà una conversazione con Spallino e il presidente dell’Archeologica, Giancarlo Frigerio. In cui si parlerà di Risorgimento, nel 150° dell’Unità d’Italia, ripercorrendo gli spunti dialettici dei primi tre volumi della “Storia di Como” sin qui pubblicati e in particolare quelli del terzo tomo del quinto volume, quello sul periodo tra il 1750 e il 1950. Peraltro dedicato alla memoria di un altro storico comasco prematuramente scomparso, Giorgio Rumi, il coordinatore scientifico di tutta l’impresa. Nel 1985, quando era già in cantiere un’altra serie in 4 volumi con diverso piano editoriale, Como e la sua storia, a cura dello Studio Nodo e con il contributo di Banco Lariano e Mantero Seta, la Storia di Como fu varata da Spallino, all’epoca sindaco del capoluogo, con l’obbligo che la collana, con il compito di colmare un vuoto storiografico che datava ormai dalla storia del Rovelli di fine Settecento, si dotasse di un comitato di garanzia ineccepibile sotto il profilo scientifico. Sarebbe stata una “storia” più tradizionale ma con il significato di uno scatto d’orgoglio degno, come scrisse Giorgio Rumi, di una «piccola capitale prealpina», «poco appariscente e tuttavia tenacissima». Una storia articolata lungo un asse cronologico definito, e con collaboratori di alto livello. Profilo che negli anni, dopo la cessione all’Archeologica delle quote della società editrice di proprietà dell’industriale Antonio Ratti, ha voluto mantenere, senza mai contributi diretti da parte degli enti pubblici, rallentando però le uscite per ritardi di consegna dei singoli contributi che, in qualche caso, hanno imposto notevoli revisioni del palinsesto. Non è stato il caso di Luraschi, che pur combattendo con il male che gli è stato fatale ha voluto credere fino in fondo al progetto. Affidando ai redattori un contributo fondamentale, aggiornatissimo e accuratissimo. il ricordo di un maestro A questa opera monumentale, come detto, Luraschi ha partecipato consegnando, una settimana prima di morire, il suo ultimo saggio, quello molto atteso sulla Como romana, centrale per il volume che darà cronologicamente il via all’impresa. Un testo di 34 pagine corredato da 670 note da cui si svilupperà giocoforza una bibliografia su Como antica monumentale come l’intera impresa editoriale che la ospita. Il volume sulle origini sarà presentato ufficialmente entro l’anno, e già si può prenotare una copia rivolgendosi all’Archeologica (info sul sito web www.archeologicacomo.it). Ma domani sera già se ne parlerà in dettaglio in piazza Cavour. E sempre alla “Fiera del libro” domenica alle 11 Luraschi sarà ricordato dal presidente dell’Archeologica Giancarlo Frigerio, dal professor Sergio Lazzarini del Dipartimento di Diritto romano dell’Università degli Studi dell’Insubria e da Maria Paola Viviani Schlein, docente di Diritto pubblico comparato e preside della di Giurisprudenza nello stesso ateneo. «Giorgio Luraschi è stato fondamentale per l’Archeologica - ricorda Frigerio - guidando tra l’altro per tanti anni il nostro periodico, che con la sua scomparsa peraltro adesso è senza direttore responsabile. Il prossimo numero è già pronto e conterrà ampie relazioni scientifiche su due grosse necropoli lariane, quelle di Appiano Gentile e di Rovello. Giorgio è stato un protagonista di varie campagne di studio, penso a quelle sugli insediamenti della Ca’ Morta e alla riscoperta delle vestigia che hanno permesso di dar vita al parco della Spina Verde». Lorenzo Morandotti
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Personaggi - Domani anteprima del nuovo volume della “Storia di Como” dedicato alla città antica, che ospiterà l’ultimo saggio del professore
