| In viaggio a Budapest nei luoghi di Giorgio Perlasca |
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| Domenica 29 Gennaio 2012 | |||
L’omaggio - Il salvatore di migliaia di ebrei era nato in città il 31 gennaio 1910Visita ai posti legati al “Giusto” lariano Era nato a Como proprio il 31 gennaio del 1910: Giorgio Perlasca, scomparso nel 1992, viene ricordato come “Giusto delle Nazioni” per aver salvato, nell’inverno tra il 1944 e il 1945 a Budapest, migliaia di ebrei ungheresi fingendosi console spagnolo, lui che non era né console né spagnolo, e che si trovava in terra magiara per ragioni di lavoro. Con le “lettere di protezione” protesse, salvò e sfamò giorno dopo giorno migliaia di ungheresi di religione ebraica ammassati in “case protette” . Una storia rimasta nascosta a lungo - lo stesso Perlasca non ne aveva parlato - e riemersa soltanto in tempi recenti (si parla del 1990), quando i superstiti hanno voluto cercare la persona a cui dovevano la vita. La Budapest di oggi non può essere la stessa degli anni ’40. Molti edifici e luoghi in cui Perlasca operò o che furono al centro di quelle vicende storiche non ci sono più. Altri non sono stati rintracciati. Ma ci sono anche posti che hanno superato questi decenni e che sono visitabili, come abbiamo fatto noi del “Corriere di Como”, con la preziosa collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Budapest. Nella capitale ungherese il ricordo di Perlasca è sempre vivo: ci sono targhe che lo ricordano nella Sinagoga e su una casa dove faceva rifugiare gli ebrei, al numero 25 di Parco Santo Stefano. Gli è stata dedicata una scuola alberghiera e, quando è stato il momento di testimoniare la sua opera, i superstiti non hanno fatto mancare i loro racconti, negli incontri organizzati per ricordare la sua figura. Un busto lo ricorda proprio davanti all’Istituto di Cultura, che Perlasca frequentava e, raccontano gli addetti, per anni una misteriosa e silenziosa donna lasciava delle rose. Ma - nel rispetto della sua discrezione - nessuno le ha mai chiesto il perché. E, fatto curioso, proprio nelle case dove Perlasca metteva in salvo gli ebrei e negli immediati dintorni, in questo periodo stanno andando ad abitare i discendenti delle persone che al comasco devono la vita. Come detto, il viaggiatore che oggi va a Budapest può trovare molti luoghi che furono al centro della vicenda di Giorgio Perlasca. Qualche nome di via è cambiato, ma i numeri civici sono sempre, generalmente, gli stessi. Si possono trovare la prima casa dove visse a Budapest dopo aver abitato in pensioni (oggi via Bajczy-Zsilinszky Endreut, una volta Imperatore Vilmos), come pure l’Albergo Astoria, che ospitava al sesto piano gli uffici della Saib, la ditta per cui Perlasca lavorava (commerciava carni dall’Est Europa in Italia). C’è la sede dell’Ambasciata di Spagna, in Eotvos Utca 11, il posto dove Perlasca si finse console e in questo modo salvò migliaia di persone. In centro si trovano ancora le case dove Perlasca salvò gli ebrei e, come detto, oggi sono abitate anche dai discendenti della gente sopravvissuta grazie al comasco. Sono al numero 35 di Parco Santo Stefano, al 44 e al 48 di via Pannonia, al 5 di via Phonix (oggi Raul Wallmberg Utca), al 25 e al 33 di via Karoly Legrady (oggi Balzac Utca). A Buda, nel cosiddetto quartiere della Fortezza, si trovavano i ministeri dove Perlasca andava a “patteggiare” e a stringere rapporti con le alte cariche ungheresi dell’epoca, per cercare di avere il più alto numero possibile di lettere di protezione. Il palazzo del ministero degli Esteri non c’è più e al suo posto c’è uno spiazzo con un mercatino di prodotti tipici. Al posto del ministero degli Interni c’è l’Accademia delle Scienze, mentre nell’edificio del Nunzio apostolico Angelo Rotta - che pure si prodigò per salvare gli ebrei - oggi si trovano uffici e appartamenti. Dunque, una Budapest città che è da sempre di grande fascino, che può meritare anche una visita con il tributo a Perlasca, nel ricordo di un grande comasco. Testo e foto di MASSIMO MOSCARDI-Il reportage fotografico completo è disponibile sulla pagina Facebook del Corriere di Como https://www.facebook.com/#!/media/set/?set=a.429402287075916.119795.157997570883057&type=3
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L’omaggio - Il salvatore di migliaia di ebrei era nato in città il 31 gennaio 1910
