«Paratie, tocca a Comune e Regione» Stampa E-mail
Martedì 26 Giugno 2012
L'assemblea di Confindustria
Passera sferza gli enti locali. Gli industriali: «Lo Stato ci permetta di lavorare»

«Il cantiere delle paratie va sbloccato, ma non è di mia competenza. Comune e Regione devono fare di tutto per trovare una via d’uscita». Corrado Passera, ministro comasco dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, ieri a Villa Erba per l’assemblea annuale degli industriali lariani, non si è sottratto a una valutazione sul caso del disastrato lungolago del capoluogo. E ha chiesto agli enti locali di trovare al più presto una soluzione.
Per il resto, venendo ai temi specifici discussi durante l’assemblea di Confindustria Como, chi si aspettava “richieste straordinarie” da parte degli imprenditori al super ministro del governo Monti è andato deluso. A partire dal leader di Confindustria Como, Francesco Verga, la richiesta al responsabile del dicastero dello Sviluppo economico è stata una sola. Banale, nella sua drammaticità. «Dateci almeno condizioni normali di lavoro», ha ribadito Verga riprendendo un concetto caro anche a Giorgio Squinzi, presidente nazionale di Confindustria, anch’egli presente ieri a Cernobbio.
La Como che lavora, dunque, si “accontenterebbe” di operare in un Paese dove la pressione fiscale globale non sia - come accade in Italia - del 68,5% contro il 46% della Germania e il 37% della Gran Bretagna. Con una burocrazia meno asfissiante, tempi certi della pubblica amministrazione, costi energetici in linea con quelli dei concorrenti internazionali.
La realtà, però, è diversa. Estremamente più negativa. Per Como e per l’Italia, addirittura per tutta l’Europa. La presenza all’assemblea annuale degli industriali comaschi del leader di categoria Squinzi e del ministro Passera hanno così rappresentato l’occasione per discutere di euro, di Grecia, di politiche economiche e finanziarie del governo Monti. E, ancora, di credito, innovazione, internazionalizzazione. Sollecitati dal giornalista economico Oscar Giannino, Giorgio Squinzi e Corrado Passera hanno ribadito la massima fiducia nell’Unione europea e nell’Italia, con un moderato ottimismo anche per il vertice Ue del 28 e 29 giugno: «È vero - ha ammesso il ministro Passera - che fin qui la crisi non è stata gestita a meglio. La Grecia rappresenta il 3% del Pil e il 4% del deficit comunitario. Abbandonarla al suo destino significa affermare che qualcosa del genere può accadere, accadrà ancora. E l’intera Unione europea perderebbe di credibilità».
Al contrario, secondo il presidente nazionale degli industriali Giorgio Squinzi l’Unione va rafforzata. «Fino ad arrivare agli Stati Uniti d’Europa - ha affermato Squinzi - magari perdendo un po’ di indipendenza ciascuno ma guadagnandoci in stabilità e credibilità». Europeista fino in fondo, Giorgio Squinzi, nonostante abbia aziende in 40 Paesi e in quei 40 Paesi paghi tasse anche molto differenti: «Una media di imposizione fiscale del 35% circa - ha detto - contro un picco italiano del 60% e oltre».
Anche le vicende locali sono rimaste al centro dell’attenzione a livello di chiacchierate informali. Per esempio con una richiesta a Passera di intervenire sulla spinosa vicenda delle paratie. «Va sbloccata - è stata, come detto, la risposta del ministro - ma tocca a Comune e Regione trovare una via d’uscita».
Tra massimi sistemi e crisi, un ritorno al concreto l’ha proposto qualche associato a Confindustria Como dopo la parte privata dell’assemblea: «Di questi tempi - ha sottolineato un imprenditore - forse anche quegli 800mila euro che Como versa all’associazione nazionale a Roma andrebbero rivisti, ridotti un po’». Perchè alla fine parlare di soldi a un’assemblea degli industriali è normale, e se la sensazione è che siano soldi spesi male, allora qualche perplessità è inevitabile.

Giorgio Civati

Nella foto:
L’arrivo del super ministro comasco all’assemblea che si è svolta nel polo espositivo cernobbiese
 

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